
Ci sono vicende giudiziarie in cui un dettaglio rimasto ai margini torna improvvisamente centrale, riaprendo domande che sembravano archiviate. Nel caso di Chiara Poggi, l’attenzione si concentra su un elemento specifico: una presunta chiavetta USB e la possibile circolazione di video intimi che la riguardavano.
Il tema emerge nel contesto di nuove attività investigative e di ascolti in sede giudiziaria: frammenti di conversazioni, ricostruzioni e dichiarazioni che, lette insieme, delineano una sequenza di passaggi ancora oggetto di verifiche.
Al centro, le parole di Marco Poggi, fratello della vittima, chiamato a confrontarsi con contenuti e riferimenti che, secondo quanto riportato, mettono in tensione rapporti personali e valutazioni maturate negli anni. Sullo sfondo, la figura di Andrea Sempio, il cui nome viene associato alle “tre chiamate” e alla questione del video.
La linea temporale indicata negli atti e nei resoconti fa riferimento a date precise e a contesti distinti: da un lato dichiarazioni rese pubblicamente, dall’altro l’ascolto di un’intercettazione e di un successivo sfogo registrato. È in questo intreccio che si inserisce la ricostruzione attuale, con nuovi accertamenti e testimonianze.

Il bivio di Marco Poggi tra conferme e nuovi elementi
In una dichiarazione datata 20 maggio 2025, Marco Poggi aveva espresso una posizione netta su un amico di lunga data: «Ve lo dico, ve lo confermo. Per me non c’entra». Una frase che, in quel momento, aveva l’obiettivo di ribadire una convinzione e di escludere coinvolgimenti.
A distanza di tempo, tuttavia, quella certezza viene descritta come sottoposta a pressione da nuovi contenuti emersi in ambito giudiziario. Marco Poggi, secondo quanto riportato, si sarebbe trovato in Tribunale a Pavia ad ascoltare la voce di Andrea Sempio in un’intercettazione risalente ad aprile 2025, nella quale sarebbero stati citati sia le “tre chiamate” sia un video di cui non si sarebbe più avuta traccia.
Un passaggio indicato come particolarmente rilevante è collegato a uno sfogo del 7 giugno 2025, registrato mentre Sempio si trovava in auto. Le parole riportate sono testuali: «La storia del video è stata… è stata… il video lo devo aspettare da un momento all’altro… cioè, Chiara… lei nel video sembrava proprio… si è spostata…».
Di fronte a quel contenuto, Marco Poggi avrebbe espresso una reazione di forte incredulità, descrivendo l’insieme come incomprensibile. Nella ricostruzione, viene precisato che Marco era a conoscenza dell’esistenza di clip intime tra Chiara e il fidanzato Alberto Stasi, dopo aver intravisto in modo accidentale una chat sul computer. Ciò che, però, sostiene di aver sempre escluso è che quel materiale potesse essere uscito dall’ambito privato in cui era stato scambiato.
È in questo contesto che viene riferita l’ipotesi formulata da Marco Poggi, riportata in forma diretta: «Se la devo dare, l’unica spiegazione plausibile, seppure assurda… è che Sempio ha preso una penna usb che c’era in camera di Chiara e se l’è portata a casa». Una frase che, per come è presentata, viene accompagnata dall’idea che lo stesso Marco consideri difficile conciliare quella spiegazione con il rapporto di amicizia e con la possibilità che un gesto simile potesse avvenire senza che Chiara se ne accorgesse.
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