Andrea Sempio e la nuova ipotesi della Procura di Pavia
L’impianto accusatorio delineato dalla Procura propone una ricostruzione radicalmente diversa rispetto a quella cristallizzata nelle sentenze che hanno portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di carcere. Per gli investigatori, infatti, non sarebbe stato l’allora fidanzato della ragazza a uccidere Chiara Poggi, bensì Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e presenza abituale nella casa di via Pascoli.
Secondo gli inquirenti, Sempio avrebbe frequentato spesso l’abitazione, trascorrendo il tempo con Marco Poggi tra videogiochi, televisione e computer. Ed è proprio lì che, stando alla nuova ipotesi investigativa, avrebbe scoperto alcuni video privati custoditi da Chiara e protetti da password.
Da quel momento, ritiene la Procura, sarebbe nata una forma di interesse nei confronti della giovane, culminata poi in un rifiuto netto. Gli investigatori collegano proprio quel presunto rifiuto al possibile movente dell’omicidio. Nel capo di imputazione si parla infatti di “crudeltà verso la vittima” e di motivi “riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto”.
Come riporta Ansa, gli inquirenti sostengono che Sempio avrebbe approfittato dell’assenza di Marco Poggi, partito per la montagna con i genitori, per cercare un approccio con Chiara. Da lì sarebbe scaturita l’aggressione culminata nella morte della 26enne, colpita più volte con un oggetto contundente.

Garlasco, la difesa di Sempio e le parole di Marco Poggi
La difesa dell’indagato respinge però ogni interpretazione accusatoria definitiva. L’avvocato Liborio Cataliotti ha spiegato che il suo assistito “ritiene di essere in grado di spiegare quelle captazioni e non solo, ovviamente, una volta che le avesse ascoltate e contestualizzate e una volta fatto appello alla propria memoria”.
Un elemento centrale resta anche il materiale scientifico raccolto nell’inchiesta: dalle analisi genetiche sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi fino agli approfondimenti sulla cosiddetta impronta 33 attribuita a Sempio. A ciò si aggiungono nuove consulenze tecniche che, secondo la Procura, collocherebbero l’orario della morte tra le 10:30 e le 12:00, con una “centratura” tra le 11:00 e le 11:30.
Parallelamente è stato ascoltato anche Marco Poggi, convocato come testimone. Come riporta Ansa, il fratello della vittima avrebbe preso atto delle intercettazioni ma avrebbe ribadito di non aver mai visto i presunti filmati privati citati dagli investigatori. Inoltre avrebbe espresso fiducia nei consulenti che sostengono la ricostruzione processuale già consolidata nelle sentenze precedenti.
“Ho fiducia nei miei consulenti”, avrebbe dichiarato, sottolineando come, a suo giudizio, gli elementi raccolti non modificherebbero la scena del crimine già definita nei precedenti processi.
Dopo gli interrogatori delle gemelle Cappa e le nuove audizioni in Procura, l’inchiesta sembra avvicinarsi alla fase conclusiva. Sullo sfondo resta anche l’eventualità di una possibile richiesta di revisione del processo che ha portato alla condanna di Alberto Stasi.