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Garlasco, colpo di scena per Alberto Stasi: “La procura generale ha deciso”

L’auspicio della difesa e la cautela necessaria

La parte del post che ha suscitato maggiore attenzione è quella conclusiva, nella quale Aldrovandi manifesta la propria aspettativa sull’esito del parere. La legale non sostiene di aver ricevuto una conferma dalla Procura generale, ma esprime un auspicio in vista della conclusione dell’iter di valutazione.

Le sue parole sono state:

«Mi viene da pensare, e sperare, che il parere della Procura sarà favorevole».

Aldrovandi ha poi aggiunto:

«Aspettiamo. Manca poco, ormai. Davvero poco».

Il messaggio suggerisce che la difesa ritenga prossimo il deposito o la comunicazione di una valutazione della Procura generale. Sul piano formale, però, l’attesa resta legata a un documento o a un atto ufficiale: fino a quel momento non è possibile stabilire se il parere sarà favorevole, contrario o se conterrà ulteriori richieste di approfondimento.

Il contenuto del post pubblicato il 23 ottobre 2026 è riportato integralmente nell’immagine allegata. Le dichiarazioni dell’avvocata si collocano in una fase nella quale il caso Garlasco continua a essere oggetto di attenzione mediatica e giudiziaria, ma non modificano di per sé la situazione processuale di Alberto Stasi.

Che cosa comporterebbe la revisione della condanna di Alberto Stasi

La revisione è un rimedio straordinario previsto dall’ordinamento per riesaminare una sentenza di condanna definitiva in presenza di specifiche condizioni. Non costituisce un nuovo processo automatico e non discende semplicemente dalla diffusione di ipotesi, ricostruzioni alternative o nuovi dibattiti pubblici sul materiale già noto.

Perché una richiesta possa essere presa in esame, devono emergere elementi nuovi o situazioni giuridicamente rilevanti capaci, almeno in astratto, di incidere sul giudizio definitivo. Spetta poi all’autorità giudiziaria competente valutare l’ammissibilità dell’istanza e, se ne ricorrono i presupposti, decidere se aprire un procedimento di revisione.

Un eventuale parere favorevole della Procura generale di Milano avrebbe un peso nel percorso procedurale, ma non determinerebbe automaticamente né la riapertura del processo né l’annullamento della sentenza. Resterebbero necessari ulteriori passaggi, con verifiche sul materiale indicato dalla difesa e sulle ragioni poste a sostegno della domanda.

La condanna di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi è divenuta definitiva e l’ex studente sta scontando una pena di 16 anni di reclusione. Proprio per questo, qualunque eventuale iniziativa di revisione sarebbe sottoposta a un vaglio particolarmente rigoroso, fondato sugli atti e non sulle indiscrezioni circolate fuori dalle sedi giudiziarie.

Gli accertamenti e i punti ancora da chiarire

Al momento, gli aspetti da chiarire restano numerosi. Non è noto se la Procura generale abbia effettivamente espresso il parere attribuitole, quali elementi siano stati esaminati oltre agli accertamenti dei Ris e quale sia il dato definito particolarmente importante nella ricostruzione diffusa sui social.

Resta inoltre da comprendere se tali elementi siano già confluiti in atti utilizzabili in sede giudiziaria e in quale modo potrebbero essere collegati a una possibile domanda di revisione. Sono questioni che potranno trovare risposta soltanto attraverso documenti ufficiali, dichiarazioni degli uffici competenti o provvedimenti adottati nell’ambito della procedura.

La linea indicata finora dalla difesa è prudente: viene confermato il completamento dell’esame dei faldoni, mentre l’ipotesi di un esito favorevole viene formulata come speranza. Anche la notizia attribuita a Carmelo Schininà è accompagnata dalla precisazione che si tratterebbe di un’informazione non confermata.

Il dato certo, allo stato, è dunque la fase di attesa. La Procura generale di Milano avrebbe concluso la propria analisi della documentazione e il parere potrebbe essere vicino, secondo quanto riferito dall’avvocata Aldrovandi. Solo l’emersione di atti ufficiali potrà chiarire se il possibile colpo di scena nel caso Garlasco avrà effettive conseguenze sul piano giudiziario.

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