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Garlasco: “I Ris di Parma sapevano che Stasi era innocente già nel 2007, ma nascosero la prova del Dna sui pedali”

Il silenzio del generale Garofano sul nuovo filone

Interpellato dopo la diffusione delle notizie sulla chiusura delle indagini, il generale Luciano Garofano, che all’epoca dei fatti guidava il Ris di Parma, non ha rilasciato commenti nel merito delle contestazioni riportate. La sua posizione è stata sintetizzata in una dichiarazione improntata al massimo riserbo: «Ho letto le notizie di stampa, ma in questo momento non rilascio dichiarazioni».

Il riferimento al Dna sui pedali riporta al centro una delle numerose questioni tecniche affrontate nel corso della lunga vicenda giudiziaria di Garlasco. L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007, ha infatti dato origine negli anni a perizie, consulenze e riletture degli elementi raccolti durante i primi sopralluoghi. La nuova inchiesta si innesta in questo contesto, segnato da una condanna definitiva a carico di Stasi e dalla successiva riapertura degli accertamenti sulla posizione di Sempio.

Andrea Sempio e i tempi della difesa

Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, la difesa di Andrea Sempio, affidata agli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, dispone di venti giorni per esaminare gli atti e presentare memorie, richieste di ulteriori indagini o documenti difensivi. Solo dopo questa fase la Procura potrà decidere se formulare la richiesta di rinvio a giudizio davanti al giudice competente.

Nel fascicolo dell’accusa assumono rilievo gli accertamenti genetici condotti dal professor Carlo Previderè. Le analisi hanno riguardato il materiale biologico recuperato dalle unghie di Chiara Poggi: secondo quanto emerso nell’incidente probatorio, il profilo individuato sarebbe riconducibile alla linea paterna di Sempio. Si tratta di un dato che, secondo l’impostazione accusatoria, si aggiunge agli altri elementi raccolti nel corso della riapertura delle indagini.

Il dato genetico, per sua natura, sarà oggetto del confronto tra le valutazioni della Procura e quelle della difesa. Gli accertamenti scientifici costituiscono uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta, sia per le modalità di repertazione originarie sia per il tempo trascorso dal delitto. La lettura delle tracce biologiche dovrà quindi essere inserita nel quadro complessivo degli elementi disponibili, senza anticipare valutazioni che spettano all’autorità giudiziaria.

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