La traccia 33 e l’analisi antropometrica
Tra gli ulteriori elementi citati dagli inquirenti figura l’integrazione antropometrica predisposta dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Lo studio, secondo la Procura, rafforzerebbe la compatibilità tra la presenza di Sempio e il punto delle scale della villetta nel quale furono rilevate un’orma insanguinata e la cosiddetta traccia 33, l’impronta palmare divenuta uno dei reperti più discussi dell’indagine.
La Procura ritiene che la valutazione congiunta delle tracce, delle consulenze e degli elementi genetici delinei un quadro indiziario nei confronti di Sempio. La difesa potrà contestare tale ricostruzione attraverso i propri consulenti e gli strumenti previsti dal codice di procedura penale. In questa fase, le contestazioni contenute nell’avviso di conclusione delle indagini non equivalgono a una sentenza e dovranno essere sottoposte al vaglio del giudice.
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Un caso giudiziario ancora aperto
Il nuovo capitolo sul delitto di Garlasco riporta l’attenzione su passaggi investigativi risalenti a quasi vent’anni fa, compresi gli esami svolti sulla bicicletta di Stasi e la gestione della documentazione tecnica. La Procura di Pavia si avvicina ora alla decisione sulla possibile richiesta di processo per Andrea Sempio, mentre le difese sono chiamate a presentare le proprie osservazioni. Gli sviluppi delle prossime settimane saranno decisivi per definire il percorso di questa ulteriore fase giudiziaria.
