
Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi torna all’attenzione della cronaca giudiziaria con un nuovo confronto tra la famiglia della vittima e gli investigatori. In una nota diffusa dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, i familiari di Chiara hanno manifestato contrarietà rispetto alle attività più recenti che coinvolgono Andrea Sempio. La posizione espressa è di chiusura verso la nuova ipotesi investigativa, richiamando la condanna definitiva di Alberto Stasi come esito già consolidato sul piano processuale.

Famiglia Poggi e carabinieri: le contestazioni sulle nuove indagini
Nella comunicazione dei legali vengono posti interrogativi sul modo in cui sarebbero state condotte le attività dei Carabinieri della Stazione di Milano Moscova. La famiglia Poggi, secondo quanto riportato nella nota, ritiene che l’operato sia stato influenzato da contesti opachi e da rapporti ritenuti impropri con alcuni ambiti dell’informazione. Le contestazioni non riguardano soltanto i contenuti investigativi, ma anche le modalità con cui l’indagine è stata sviluppata nell’ultimo anno.
Nel documento viene inoltre evidenziata la percezione di un accanimento mediatico e giudiziario che, a loro avviso, punterebbe a mettere in discussione una decisione definitiva della Corte di Cassazione che ha indicato Stasi come responsabile del delitto di Garlasco.

Intercettazioni in auto: il soliloquio attribuito ad Andrea Sempio
Gli atti depositati dalla Procura di Pavia collocano al centro della nuova fase investigativa Andrea Sempio. Tra gli elementi citati figurano intercettazioni ambientali effettuate all’interno dell’auto dell’indagato. In particolare, viene indicata una registrazione del 12 maggio 2025, effettuata tramite microspia installata su una Fiat Panda, nella quale Sempio pronuncerebbe un soliloquio relativo alla presenza di tracce di sangue sulla scena del crimine e alla posizione di Alberto Stasi.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le frasi registrate farebbero emergere una conoscenza dettagliata della dinamica. Nel materiale riportato, compare la citazione: “Io c’ero e il sangue era lì”. Gli investigatori interpretano questa affermazione come riferibile alla mattina del 13 agosto 2007, ritenendo significativo il riferimento alla collocazione delle tracce ematiche nella villetta dei Poggi.
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