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Garlasco, l’audio shock della mamma di Chiara Poggi

Garlasco, la telefonata della mamma di Chiara Poggi: “Qualcuno nel cortile…”

Garlasco, Rita Preda mamma di Chiara Poggi

L’audio della conversazione, ripescato dalla tv, riporta alla luce una frase che resta inchiodata: Preda, con la voce spezzata, si rivolge alla madre di Stasi dicendo: “Lo so, lui non c’entra niente”.

Dall’altra parte del telefono, Elisabetta Ligabò risponde raccontando che il figlio è stato sottoposto a lunghi interrogatori. Secondo quanto riferisce, i carabinieri lo avrebbero “torchiato da matti”, ma non avrebbe né macchie di sangue né graffi.

Chiara Poggi, immagine del caso di Garlasco

Il dettaglio che riaccende le ipotesi

La conversazione prosegue e le due donne, nel tentativo di capire, ragionano su possibili scenari. “Cercano quello che non c’è”, dice Rita Preda, chiamata affettuosamente “Betti”. È un passaggio che, riascoltato oggi, pesa come un macigno.

Poi emerge un particolare: secondo quanto raccontato nella telefonata, Alberto Stasi avrebbe ricordato alla madre un’abitudine quotidiana di Chiara. Ogni mattina, apriva la porta di casa per far uscire i gatti.

“C’era qualcuno che girava nel cortile”

Ed è qui che la frase torna a creare un piccolo terremoto emotivo e mediatico. La madre di Chiara suggerisce infatti che proprio in quell’orario “c’era qualcuno che girava nel cortile”, approfittando del fatto che la porta fosse aperta.

Una frase che, letta con gli occhi di oggi, introduce un possibile scenario alternativo: non necessariamente un aggressore già presente all’interno dell’abitazione, ma forse qualcuno che potrebbe essere entrato dall’esterno. Un’ipotesi nata nel caos delle prime ore, ma che continua a far discutere.

Elisabetta Ligabò, mamma di Alberto Stasi

Perché quell’audio torna centrale oggi

Quell’intuizione, emersa subito dopo il delitto, oggi viene riletta alla luce di nuove analisi e dei continui tentativi di rivedere alcuni passaggi dell’indagine. Nel delitto di Garlasco, ogni frammento — anche una conversazione privata — può assumere un significato diverso col passare del tempo.

E così la telefonata del 14 agosto 2007, rimasta per anni sullo sfondo, riemerge come una voce dal passato che continua a interrogare il presente. Nel mistero che ancora circonda l’omicidio di Chiara Poggi, la domanda resta sospesa: davvero qualcuno si aggirava nel cortile di casa quella mattina? Anche oggi, la verità sembra continuare a sfuggire.

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