Le controanalisi sui pedali che non finirono nel processo
Uno dei punti più delicati emersi dalle nuove indagini riguarda infatti le analisi genetiche effettuate sui pedali della bicicletta di Stasi. Il 19 settembre 2007 un campione era stato attribuito dai consulenti dell’epoca a Chiara Poggi, ma il giorno successivo furono effettuate due nuove corse elettroforetiche che diedero esito negativo.
Secondo quanto comunicato dalla Procura di Pavia, di quelle controanalisi non è stata ritrovata traccia negli atti del procedimento e del processo a carico di Stasi. I consulenti incaricati nell’ambito delle nuove indagini hanno confermato l’esistenza dei due risultati negativi e hanno osservato che quella discordanza avrebbe richiesto ulteriori approfondimenti.
Questo punto è destinato a essere valutato anche dalla difesa di Stasi nell’eventuale percorso verso una richiesta di revisione della condanna.
De Rensis: “Il pubblico ministero doveva conoscere quei risultati”
In studio era presente anche Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, che ha utilizzato parole molto dure sul mancato inserimento delle controanalisi negli atti dell’epoca.
Secondo l’avvocato, il pubblico ministero avrebbe dovuto essere messo a conoscenza di entrambi i risultati prima di prendere decisioni investigative. De Rensis ha sottolineato che il fermo di Stasi arrivò pochi giorni dopo il primo esito positivo e ha sostenuto che la conoscenza delle due successive analisi negative avrebbe potuto portare a ulteriori verifiche.
Si tratta della posizione della difesa di Stasi. Le nuove indagini della Procura hanno confermato l’esistenza delle controanalisi negative, ma non hanno stabilito che vi sia stato un occultamento intenzionale da parte dei componenti del Ris.
Marino e Garofano sentiti dalla Procura
Negli ultimi giorni gli investigatori hanno ascoltato anche alcuni degli appartenenti al Ris che si occuparono degli accertamenti nel 2007. Tra loro l’allora capitano Alberto Marino, che eseguì i test sui pedali, e Luciano Garofano.
Marino, interrogato sul fatto di avere riferito gli esiti ai propri superiori, ha spiegato di presumere di averlo fatto. Garofano, invece, ha dichiarato di non conservare un ricordo preciso dei risultati negativi emersi successivamente.
Il punto resta quindi quello già evidenziato dalla Procura: le due analisi esistevano, erano negative, ma non risultano inserite negli atti del procedimento che portò alla condanna di Stasi.
Chiuse le indagini su Andrea Sempio
Parallelamente, la Procura di Pavia ha notificato una nuova chiusura delle indagini ad Andrea Sempio. I pm hanno depositato ulteriori consulenze sul Dna e sull’impronta di una scarpa rinvenuta sulla scena del delitto, confermando l’impianto accusatorio già formulato nei mesi precedenti.
La nuova chiusura dell’inchiesta prelude a una possibile richiesta di processo per omicidio aggravato. La difesa di Sempio contesta la ricostruzione della Procura e ha annunciato che esaminerà tutti i nuovi atti depositati.
Restano quindi aperti due fronti distinti: da una parte la nuova indagine su Sempio, dall’altra le valutazioni della difesa di Stasi sugli elementi emersi a distanza di diciannove anni.
Il caso Garlasco torna sulle indagini del 2007
Le ultime novità riportano inevitabilmente l’attenzione sulle modalità con cui vennero raccolte e interpretate alcune delle prove nei mesi successivi alla morte di Chiara Poggi.
Il dato oggi accertato è che le controanalisi negative sui pedali furono effettuate ma non entrarono nel processo. Resta invece oggetto di ricostruzione il percorso seguito da quei risultati all’interno del Ris e le ragioni per cui non finirono nel fascicolo giudiziario.
È su questo terreno che si inserisce anche il racconto di Milo Infante sull’assenza di Garofano nei giorni immediatamente successivi al delitto. Un nuovo elemento del dibattito pubblico su un caso che, dopo quasi vent’anni, continua a produrre nuovi accertamenti e interrogativi.
