Le perizie scientifiche e l’esame dei contenuti multimediali
Il confronto si estende anche alle tracce biologiche e dattiloscopiche, con un’attenzione specifica al modo in cui sono stati effettuati campionamenti e comparazioni. Tra le consulenze predisposte dalla difesa figura un’integrazione sul Dna affidata a Marina Baldi, che punta ad affrontare criticamente la lettura degli esiti genetici e la solidità delle conclusioni raggiunte.
Per la parte dattiloscopica, il compito di replicare alle valutazioni del duo Caprioli-Iuliano è stato affidato al dattiloscopista Luigi Bisogno. Il punto centrale riguarda l’impronta «33» e il grado di certezza attribuito all’identificazione sulla base di 15 minuzie, elemento che la difesa contesta sul piano metodologico.
Sul fronte medico-legale e della Bpa, il dottor Sabino Pelosi e l’ex poliziotto Armando Palmegiani sostengono l’assenza di ferite riconducibili a una difesa attiva. La lettura delle lesioni e dei segni compatibili con una colluttazione, in casi simili, può incidere sulla ricostruzione della dinamica e sulla valutazione di tempi e modalità dell’aggressione.

La perizia
Un altro capitolo riguarda gli accertamenti di tipo personologico: la perizia di Valentina Marsella resta legata all’esito di un’istanza preliminare. In queste fasi, la calendarizzazione e l’ammissione degli approfondimenti richiesti possono incidere sui tempi complessivi del procedimento e sulle questioni che verranno portate in udienza.
Infine, l’attenzione si concentra sulle tracce audio acquisite dagli inquirenti. I difensori annunciano la produzione di registrazioni legate a podcast e contenuti social per sostenere che quelle frasi «non sono una confessione, ma semplici commenti», chiedendo una perizia d’ufficio. La difesa evidenzia che, in alcuni passaggi, il contenuto risulterebbe difficile da decifrare o, comunque, suscettibile di interpretazioni non univoche.
Nel complesso, la documentazione predisposta mira a chiedere un esame più puntuale di materiali e procedure: dalla qualità delle tracce alla loro attribuzione, fino alla coerenza complessiva degli elementi. I prossimi passaggi ruoteranno attorno alle valutazioni del giudice nell’udienza sul rinvio a giudizio, dove le parti saranno chiamate a misurarsi sul grado di tenuta dei singoli elementi probatori e sulla necessità di ulteriori verifiche tecniche.