
Il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione dopo i nuovi accertamenti disposti dalla Procura di Pavia. Al centro delle ultime indiscrezioni c’è la consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che avrebbe rimesso in discussione uno degli elementi chiave dell’intera vicenda: l’orario della morte di Chiara Poggi.
Secondo quanto emerso, l’aggressione potrebbe non essere avvenuta in modo immediato e il decesso potrebbe collocarsi in una fascia oraria diversa rispetto a quella stabilita nella sentenza definitiva che ha condannato Alberto Stasi. Un dettaglio che, se confermato, potrebbe avere conseguenze rilevanti sul piano giudiziario.

Le sentenze e l’orario fissato dai giudici
Per comprendere il peso delle nuove ipotesi è necessario tornare alle ricostruzioni processuali. Durante il primo grado, i periti informatici avevano accertato che il computer di Alberto Stasi era attivo tra le 9:36 e le 12:20 del 13 agosto 2007.
In quella fase, anche sulla base dell’autopsia, l’orario della morte venne collocato dopo le 9:36, portando all’assoluzione. Tuttavia, nei successivi gradi di giudizio, la Corte d’Assise d’Appello ha individuato una finestra temporale diversa, fissando l’omicidio tra le 9:12 – momento in cui Chiara Poggi disattiva l’antifurto – e le 9:36.
Questa ricostruzione ha portato alla condanna definitiva. Ma se le nuove analisi dovessero collocare la morte dopo le 9:36, si aprirebbe uno scenario completamente diverso, con possibili sviluppi anche sul fronte di una revisione del processo.
Il ruolo del cellulare: chiamate e silenzi
Uno degli elementi più discussi resta il traffico telefonico della mattina del delitto. I dati raccolti durante il processo mostrano un quadro preciso: dalle 9:45 in poi, Chiara Poggi non risponde più a nessuna chiamata.
Secondo la perizia informatica, alle 9:44:49 Alberto Stasi effettua uno squillo, una chiamata brevissima senza risposta. Lo stesso schema si ripete alle 10:45, 10:47 e 10:48. Nel frattempo, il cellulare della vittima riceve anche tre chiamate anonime tra le 11:37 e le 13:26.
Dalle 13:27 in poi, Stasi prova a contattarla più volte sia sul cellulare sia sul telefono fisso. Alle 13:50 arriva la chiamata al 118. In tutto questo arco temporale, però, non si registra alcuna risposta da parte della vittima.
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