
Il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione con una testimonianza che riaccende interrogativi su uno dei casi più discussi della cronaca italiana. A parlare è una vicina di casa della famiglia Poggi, che ha deciso di intervenire pubblicamente raccontando ciò che ha visto – o meglio, ciò che sostiene di non aver mai visto – negli anni in cui Chiara Poggi viveva nella villetta di via Pascoli.
Le sue dichiarazioni arrivano in un momento in cui il caso continua a essere oggetto di approfondimenti e attenzione mediatica, alimentando nuovi spunti su relazioni, frequentazioni e dinamiche attorno alla vittima.

La testimonianza a Mattino 5: “Mai visto Sempio”
Durante un’intervista rilasciata a Mattino 5, la donna ha raccontato di non aver mai visto Andrea Sempio nei pressi dell’abitazione della famiglia Poggi. Una dichiarazione netta, che si basa su una presenza quotidiana molto vicina alla casa.
“Non lo conoscevo, mai visto, nemmeno i suoi amici, niente”, ha affermato. La testimone ha spiegato di trascorrere gran parte del tempo nel proprio giardino, proprio accanto alla villetta, sottolineando quindi una posizione privilegiata per osservare eventuali movimenti o presenze.
Secondo il suo racconto, non solo Sempio non sarebbe mai stato visto, ma nemmeno altri giovani frequentatori della casa. “Io stavo sempre in giardino, però non vedevo nessuno, mai visto, né lui né altri suoi amici”, ha ribadito.
Una casa descritta come riservata e senza movimenti
Un altro elemento che emerge dalla testimonianza riguarda lo stile di vita della famiglia. La vicina ha descritto l’abitazione come un luogo estremamente tranquillo, privo di attività rumorose o frequentazioni evidenti.
Ha infatti escluso categoricamente la presenza di schiamazzi o situazioni anomale: “Non ho mai sentito schiamazzi in casa”. Un dettaglio che contribuisce a delineare un contesto domestico molto riservato.
Anche riguardo a Marco Poggi, la donna ha sottolineato una vita piuttosto discreta: “Usciva poco anche lui”. Un elemento che, secondo la testimone, confermerebbe una quotidianità senza particolari movimenti o frequentazioni evidenti.