I colpi ritenuti fatali
La Procura sostiene che Chiara Poggi sarebbe stata colpita ancora con almeno diversi fendenti alla testa, in particolare nella zona parietale e occipitale sinistra. Secondo la nuova consulenza tecnica richiamata negli atti, sarebbero stati proprio questi i colpi fatali, responsabili delle gravi lesioni cranio-encefaliche che portarono al decesso.
L’impianto accusatorio si fonda sull’incrocio di più elementi tecnici, tra cui analisi investigative e consulenze medico-legali che avrebbero consentito una rilettura della scena del crimine. La dinamica ipotizzata dagli inquirenti differisce in parte da quanto emerso nei precedenti procedimenti.

I nuovi elementi contro Andrea Sempio
L’invito a comparire notificato a Sempio contiene, secondo quanto trapela, due elementi centrali: il nuovo movente e la nuova ricostruzione materiale dell’omicidio.
L’atto è stato firmato dai pubblici ministeri Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, insieme all’aggiunto Stefano Civardi, e consegnato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano.
L’indagato dovrà ora decidere se presentarsi all’interrogatorio fissato nelle prossime settimane e quale linea difensiva adottare davanti alla nuova impostazione accusatoria.
Una fase decisiva dell’inchiesta
Il caso Garlasco entra così in una fase delicatissima. Dopo anni di processi, sentenze e polemiche, la Procura prova a riscrivere la verità giudiziaria su uno dei delitti più discussi della cronaca italiana.
Il nuovo fascicolo punta a chiarire definitivamente responsabilità, movente e dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi.
Resta ora da capire quale sarà la risposta della difesa di Andrea Sempio e se gli elementi raccolti dagli inquirenti saranno ritenuti sufficienti per sostenere un eventuale processo.