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Garlasco, le prime parole di Sempio dopo le indagini

Il caso Garlasco entra in una nuova fase destinata a cambiare ancora una volta il dibattito giudiziario e mediatico attorno all’omicidio di Chiara Poggi. A quasi vent’anni dal delitto, la Procura di Pavia ha chiuso l’inchiesta che vede Andrea Sempio come unico indagato, ipotizzando una ricostruzione completamente diversa rispetto a quella che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di carcere.

Nelle ultime ore sono emersi nuovi dettagli sulle intercettazioni, sui tabulati telefonici, sull’alibi dello scontrino e perfino su appunti personali trovati nelle agende dell’indagato. Elementi che, secondo gli investigatori, rafforzerebbero il quadro accusatorio costruito negli ultimi mesi.

Intanto arrivano anche le prime parole pubbliche di Andrea Sempio dopo la chiusura delle indagini preliminari. Una dichiarazione breve ma destinata inevitabilmente a far discutere.

Le parole di Andrea Sempio dopo la chiusura dell’inchiesta

Spero che ciò non accada perché io questo fatto atroce non l’ho commesso”.

Con queste parole Andrea Sempio ha commentato l’ipotesi di un possibile arresto dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini a suo carico per l’omicidio di Chiara Poggi.

Il messaggio è stato inviato alla trasmissione Quarto Grado e rappresenta il primo intervento pubblico dell’indagato dopo gli ultimi sviluppi dell’inchiesta.

Sempio ha poi aggiunto un riferimento diretto alla famiglia della vittima: “Ovvio che il pensiero di tutti è che Chiara possa avere verità e giustizia. Ad iniziare dai suoi parenti che ancora dopo 20 anni non vedono la parola fine relativamente all’aspetto giudiziario. A tutti loro va la mia vicinanza”.

Parole che arrivano mentre i suoi legali stanno chiedendo accesso completo al fascicolo depositato dalla Procura di Pavia, contenente intercettazioni, consulenze e nuovi elementi investigativi.

Lo scontrino e il dialogo tra i genitori di Sempio

Tra gli aspetti più delicati emersi nelle ultime ore c’è il tema dello scontrino del parcheggio di Vigevano, considerato per anni uno degli elementi principali dell’alibi di Andrea Sempio per la mattina del 13 agosto 2007.

Secondo quanto riportato dagli investigatori, nelle intercettazioni compare anche un dialogo tra i genitori dell’indagato. Il padre, Giuseppe Sempio, rivolgendosi alla moglie avrebbe detto: “Lo scontrino lo hai fatto tu”.

Una frase che secondo gli inquirenti indebolirebbe ulteriormente la versione fornita negli anni passati dall’attuale indagato. Tuttavia gli stessi carabinieri precisano che non sarebbe possibile dimostrare con certezza assoluta che il ticket sia stato prodotto direttamente da Andrea Sempio.

Per questo motivo, nella nuova ricostruzione della Procura, lo scontrino viene definito un “alibi nullo”, ma non necessariamente falso in modo definitivo.

Le telefonate a casa Poggi e i tabulati

Un altro punto centrale riguarda le telefonate effettuate verso casa Poggi nei mesi precedenti all’omicidio. Secondo gli approfondimenti tecnici sui tabulati telefonici, Andrea Sempio avrebbe chiamato l’abitazione della famiglia Poggi in circostanze molto specifiche. Gli investigatori sostengono che in otto mesi le telefonate sarebbero state concentrate soprattutto nel periodo immediatamente vicino al delitto.

Un dettaglio che, secondo la Procura, contrasterebbe con alcune dichiarazioni rese dall’indagato negli ultimi diciannove anni. Nel fascicolo vengono inoltre citate intercettazioni ambientali registrate negli ultimi mesi. Alcune di queste sarebbero state interpretate dagli investigatori come elementi significativi per ricostruire la presenza di Sempio sulla scena del crimine.

La difesa però respinge questa interpretazione.

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