La versione dei legali di Sempio sulle intercettazioni
L’avvocato Liborio Cataliotti ha invitato pubblicamente alla prudenza rispetto al contenuto delle intercettazioni diffuse nelle ultime ore. Secondo il legale, molte delle frasi attribuite ad Andrea Sempio sarebbero in realtà commenti riferiti agli interrogatori di Alberto Stasi e non confessioni spontanee.
Intervenendo durante la trasmissione “Tg4 – Diario del giorno”, Cataliotti ha spiegato che il suo assistito starebbe semplicemente ripetendo o commentando passaggi legati alle deposizioni di Stasi.
Anche sui cosiddetti “soliloqui” registrati in auto, il legale ha chiesto cautela: “Quando si parla di dichiarazioni e soliloqui confessori invito alla massima prudenza”. La difesa sta ora analizzando integralmente i file audio estratti dagli investigatori per contestare le interpretazioni contenute nell’inchiesta.

Gli scritti personali e gli appunti trovati nelle agende
Nel nuovo fascicolo investigativo compaiono anche alcuni scritti personali attribuiti ad Andrea Sempio. Secondo quanto emerso, nelle agende sequestrate sarebbero presenti riferimenti a sogni violenti, pensieri su omicidi e stupri e riflessioni molto intime sulla propria vita personale.
In uno degli appunti riportati dagli investigatori, Sempio avrebbe scritto: “Ho pochi amici e ho commesso cose brutte”. Nelle note emergerebbero inoltre riferimenti all’autolesionismo, alle difficoltà relazionali e a una condizione personale descritta come fragile.
Questi elementi hanno acceso un forte dibattito pubblico, soprattutto dopo la diffusione delle anticipazioni sulle carte dell’inchiesta. Da una parte c’è chi considera questi contenuti rilevanti per delineare il profilo psicologico dell’indagato; dall’altra chi invita a non trasformare pensieri personali e scritti privati in prove dirette di colpevolezza.
La famiglia Poggi contro la Procura
Nel frattempo cresce anche la tensione tra la famiglia Poggi e la Procura di Pavia. Attraverso una nota molto dura, i familiari di Chiara hanno criticato apertamente l’operato degli investigatori, sostenendo di essere stati sottoposti a intercettazioni e di aver vissuto nuovamente una pressione enorme dopo quasi vent’anni di esposizione mediatica.
La posizione della famiglia resta particolarmente delicata perché la nuova inchiesta mette indirettamente in discussione l’intero impianto processuale che aveva portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
Proprio i legali dell’ex fidanzato di Chiara Poggi parlano ora di “speranza sempre più crescente” e iniziano già a ragionare sulla possibile revisione del processo.
Il caso Garlasco, ancora una volta, sembra quindi lontanissimo dalla parola fine.