
Le nuove indagini sul caso Garlasco continuano a concentrarsi su documenti, verbali e atti delle prime inchieste svolte tra il 2016 e il 2017 su Andrea Sempio, oggi nuovamente indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi. Negli ultimi mesi gli investigatori hanno acquisito nuovo materiale e verificato anche eventuali anomalie nella gestione di alcuni atti interni legati a quella fase investigativa.
Tra gli approfondimenti svolti dagli inquirenti ci sono anche verifiche su documenti conservati negli uffici del Nucleo informativo dei carabinieri di Pavia. Proprio da queste attività sarebbero emersi fascicoli, bozze e annotazioni relative alla precedente inchiesta su Sempio, aperta ormai quasi dieci anni fa e poi archiviata. Gli atti sono stati trasmessi anche alla Procura di Brescia, che si occupa del filone legato alla corruzione.

Al centro delle verifiche c’è un foglio scritto a penna, trovato a ottobre all’interno di un fascicolo del Nucleo informativo pavese. Si tratta di una decina di righe con annotazioni e correzioni a una bozza della richiesta di archiviazione per Andrea Sempio, poi “recepiti” nella versione definitiva depositata dagli allora pm. Secondo quanto emerso, il Nucleo informativo non aveva la delega per svolgere le prime indagini del 2016-2017 sul 38enne.

Nel documento si legge che “il presente procedimento”, cioè quello aperto dieci anni fa, “trae origine da un esposto a firma” della madre di Alberto Stasi, arrivato il 20 dicembre 2016 “alla Procura generale presso la Corte d’Appello di Milano e da questa trasmesso per competenza territoriale a questa Procura”, cioè quella di Pavia. “In tale esposto – si legge – alla luce di talune investigazioni difensive affidate a una società privata venivano segnalati indizi di colpevolezza per l’omicidio di Chiara Poggi a carico di soggetto diverso” da Stasi “nella specie in Andrea Sempio”.
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