
Dagli atti depositati con la chiusura delle nuove indagini emerge inoltre che, nell’ottobre scorso, i pm avrebbero delegato i carabinieri a cercare documenti su Sempio negli uffici del Nucleo informativo dopo aver scoperto che il 24 dicembre 2016 Maurizio Pappalardo, allora comandante del reparto e recentemente condannato per corruzione e stalking nel caso “Clean 2”, avrebbe fotografato con il telefono alcuni atti “dalla scrivania dell’allora procuratore aggiunto” Mario Venditti. Lo avrebbe fatto “dopo aver ricevuto insistenti messaggi che lo richiedevano in Procura da parte di Antonio Scoppetta”, maresciallo dei carabinieri a Pavia.
Quelle fotografie non sarebbero poi state trovate, ma gli investigatori avrebbero scoperto l’esistenza di “un fascicolo P (permanente)” su Sempio, aperto il 25 marzo 2017, pochi giorni dopo l’archiviazione dell’inchiesta da parte del gip. All’interno del fascicolo sarebbero stati trovati il decreto di archiviazione, una bozza della richiesta dei pm con appunti manoscritti e un foglio “spillato” inserito prima della prima pagina. Nel documento compare anche un errore nel nome di Stasi, indicato come Andrea invece che Alberto, ma secondo gli inquirenti le “correzioni” annotate, pur essendo prive “di data e firma”, sarebbero poi confluite nella versione definitiva dell’istanza di archiviazione.