Le indagini, chiuse ufficialmente il giorno successivo, delineano un quadro pesantissimo: Sempio è accusato di aver ucciso da solo la 26enne il 13 agosto 2007, agendo con “crudeltà” e “per motivi abietti riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”. Il documento è stato individuato in “un sacco della spazzatura gettato dall’indagato e divenuto sospetto proprio poiché gettato in un luogo lontano da casa sua” il 26 febbraio di un anno fa. In quell’occasione i Carabinieri di Voghera avevano contattato il 38enne, amico di Marco Poggi, per una notifica; l’uomo, intercettato in auto, aveva reagito con stizza: “Porca pu*a, ancora con questa storia. Quindi, cosa mi devo aspettare? Che co hanno trovato?”.
Subito dopo la chiamata, i pm annotano che “lo stesso poneva in essere alcuni atteggiamenti ambigui a fronte dei quali anche i commenti, fatti da solo in auto, risultano rilevanti”. Sempio, dopo essere rientrato a casa, era uscito nuovamente per gettare la spazzatura in bidoni distanti e presso l’isola ecologica del centro commerciale dove lavora. I Carabinieri, seguendo ogni suo movimento, hanno recuperato il sacco permettendo “di rinvenire al suo interno un foglio a quadretti manoscritto su entrambi i lati”. Mentre una facciata riportava appunti su come approcciare le donne, l’altra conteneva, secondo gli inquirenti, “degli appunti che si ricollegano a quanto avvenuto il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi”, cristallizzando sospetti che dopo quasi vent’anni cambiano radicalmente il volto di questo giallo infinito.