Le fotografie del 2010 e i legami tra i protagonisti del gruppo
Nel materiale fotografico del luglio 2010, Andrea Sempio appare circondato da coetanei, alcuni dei quali riconosciuti come amici d’infanzia o di adolescenza. Intervenendo nella trasmissione Ignoto X in onda su La7 e intervistata dal giornalista Giuseppe Rinaldi, Francesca Bugamelli ha posto un interrogativo che potrebbe avere rilievo investigativo: tra i presenti nelle foto, sorridenti e abbracciati, ci sarebbe anche un ragazzo indicato come “Gabriele”. La domanda, rilanciata pubblicamente, è se questo Gabriele possa coincidere con la persona che avrebbe girato il video nella scuola poi finito sul computer di Chiara poco prima dell’omicidio.
A proposito di queste immagini, Bugamelli ha parlato di una sorta di “rimpatriata tra coscritti”, una serata di incontro tra amici della stessa leva, documentata da più scatti e probabilmente da altri contenuti digitali non ancora emersi nella loro interezza. In mezzo ai volti riconoscibili nelle fotografie c’è anche Michele Bertani, amico di gioventù di Sempio, che nel 2016 si è tolto la vita. La sua presenza in quelle immagini aggiunge un ulteriore elemento di interesse per ricostruire le dinamiche relazionali del gruppo.

Michele Bertani, il Santuario della Bozzola e i legami con Chiara Poggi
Secondo quanto ricostruito attraverso i profili social e il materiale online, Michele Bertani utilizzava lo pseudonimo Mem He Shin, un’espressione ebraica che significa “Angelo della purificazione”. Sulle sue pagine social erano frequenti riferimenti a tematiche esoteriche, simboli e contenuti a sfondo spirituale o occulto. Uno degli ultimi post pubblicati lo ritraeva presso il Santuario della Bozzola, complesso religioso poi finito al centro di una delicata inchiesta su presunti casi di pedofilia e ricatti che ha interessato la chiesa della Lomellina.
Proprio la vicenda legata al Santuario della Bozzola rappresenta un ulteriore incrocio con la storia di Chiara Poggi. Sul computer della ragazza, infatti, gli inquirenti avevano individuato una cartella contenente numerosi articoli e pagine web dedicati a quella che all’epoca era già considerata una “storia nera” di grande rilievo per la cronaca locale. Il fatto che Chiara seguisse con attenzione quel caso ha spinto molti osservatori a interrogarsi sui suoi interessi, sulle sue letture e sul modo in cui selezionava le notizie da conservare.

Garlasco, nuove foto di Andrea Sempio e il ruolo dell’amico Gabriele
Le nuove foto di Andrea Sempio diffuse da Francesca Bugamelli non costituiscono da sole una prova, ma sono considerate da chi segue il caso un possibile punto di partenza per approfondire i rapporti tra i protagonisti dell’ambiente sociale frequentato da Chiara e dal fratello Marco Poggi. In quell’insieme di volti e presenze si inserisce la figura di Gabriele, individuato come uno dei ragazzi che compaiono accanto a Sempio nella serata del 13 luglio 2010.
La domanda posta in televisione e rilanciata sui social riguarda anche il collegamento tra questo Gabriele e il video realizzato in una scuola attorno alle 21, pochi mesi prima dell’omicidio. Quel filmato, come noto, è stato rintracciato sul computer di Chiara con data di arrivo marzo 2007 e risulta visualizzato il giorno successivo al delitto. Nonostante la sua potenziale importanza, non era stato repertato in modo completo durante le prime indagini, circostanza che oggi continua a essere oggetto di valutazioni critiche da parte di analisti e commentatori.
Le immagini e il video sollevano dunque una serie di quesiti: chi era presente in quella scuola? Chi ha materialmente girato le riprese? In che modo il file è giunto sul computer di Chiara e perché è stato visualizzato dopo l’omicidio? Le risposte a questi interrogativi potrebbero contribuire a chiarire i movimenti e le relazioni tra i giovani coinvolti, ma al momento non esistono ricostruzioni ufficiali che attribuiscano responsabilità diverse da quelle già sancite in sede giudiziaria nei confronti di Alberto Stasi.
Nel frattempo, il lavoro di Bugalalla Crime si concentra sul reperimento e sulla verifica di documenti, fotografie, post social e video legati al contesto di Garlasco e alla cerchia di amici dei Poggi. Le nuove fotografie del 2010, se inserite temporalmente e socialmente nel quadro complessivo delle conoscenze tra i ragazzi, potrebbero contribuire a ricomporre in modo più chiaro la mappa delle frequentazioni, degli incontri e dei contatti maturati prima e dopo l’omicidio di Chiara.

Michele Bertani, il profilo social e il Santuario della Bozzola
Un aspetto che ha attirato particolare attenzione riguarda la figura di Michele Bertani, fotografato accanto ad Andrea Sempio nella serata del 13 luglio 2010. La sua storia personale, culminata nel gesto estremo del 2016, è stata oggetto di ricerche e approfondimenti, soprattutto per via del suo profilo online caratterizzato da un linguaggio simbolico e da rimandi esoterici.
Con il nome di Mem He Shin, definito come “Angelo della purificazione”, Bertani pubblicava contenuti che spaziavano da riferimenti religiosi a citazioni mistiche, immagini di luoghi di culto e messaggi che alcuni utenti hanno definito enigmatici. Tra questi, uno degli ultimi post conosciuti lo mostrava proprio al Santuario della Bozzola, complesso religioso poi coinvolto in un’indagine su presunti abusi e ricatti che aveva scosso l’ambiente ecclesiastico della Lomellina.
Gli investigatori, negli anni successivi al delitto di Garlasco, avevano rilevato come Chiara fosse particolarmente interessata ai casi di cronaca nera. La cartella trovata sul suo computer e dedicata alla vicenda della Bozzola ne è un esempio concreto. All’interno, erano archiviati articoli di giornale, pagine web e materiale informativo che ricostruivano le accuse e gli sviluppi dell’inchiesta, segno di un’attenzione costante verso quel fatto di cronaca.
La circostanza che uno degli ultimi contenuti social di Michele Bertani lo ritraesse proprio in quel luogo ha contribuito, negli anni, a creare ulteriori collegamenti tematici e temporali nelle analisi giornalistiche. Tuttavia, va sottolineato che tali elementi, pur suggestivi sul piano narrativo, non hanno prodotto ad oggi risvolti giudiziari ufficiali nel procedimento per l’omicidio di Chiara Poggi. Restano quindi parte di un contesto più ampio, utile per comprendere l’ambiente sociale e culturale dei protagonisti, ma distinto dalla prova processuale.

Diciannove anni dopo il delitto di Garlasco: cosa sappiamo davvero
A quasi due decenni dal delitto di Garlasco, i punti rimasti in ombra sono ancora numerosi. L’unico dato giuridicamente certo è rappresentato dalla condanna definitiva di Alberto Stasi, all’epoca dei fatti fidanzato di Chiara, a 16 anni di reclusione per omicidio. La sentenza, passata in giudicato dopo un lungo percorso processuale, ha stabilito in modo irrevocabile le responsabilità penali di Stasi, pur lasciando aperto, nel dibattito pubblico, il tema di eventuali ruoli o presenze di altre persone nella vicenda.
La riapertura dell’attenzione su Andrea Sempio, ora indagato per concorso in omicidio dall’inizio del 2025, si inserisce proprio in questa zona grigia fatta di domande irrisolte, nuovi accertamenti tecnici e riletture di vecchi elementi probatori. Secondo quanto emerso, le autorità giudiziarie hanno disposto ulteriori approfondimenti su reperti informatici, tracce di DNA, spostamenti e testimonianze, allo scopo di verificare la possibile esistenza di concorsi o ruoli non chiariti all’epoca delle prime indagini.
Le iniziative di ricostruzione giornalistica e divulgativa, come quelle portate avanti da Bugalalla Crime, contribuiscono a mantenere elevata l’attenzione sul caso di Chiara Poggi, riproponendo documenti, filmati e fotografie alla luce delle conoscenze odierne. L’obiettivo dichiarato è quello di mettere in fila i dati disponibili in maniera ordinata, offrendo un quadro il più possibile completo e aggiornato, senza sostituirsi al lavoro degli inquirenti né avanzare ipotesi non supportate da atti ufficiali.
Il caso di Garlasco continua così a rappresentare uno dei dossier più complessi della cronaca giudiziaria italiana recente. Da un lato vi è una condanna definitiva che ha individuato in Alberto Stasi l’autore dell’omicidio di Chiara; dall’altro, l’emergere di nuove foto, l’attenzione su figure come Andrea Sempio, Gabriele e Michele Bertani, e il legame indiretto con vicende come quella del Santuario della Bozzola continuano ad alimentare l’esigenza di comprendere fino in fondo ogni dettaglio di quella tragica mattina del 13 agosto 2007.
In assenza di nuovi esiti giudiziari, ciò che rimane è una memoria ancora viva nella comunità di Garlasco e nell’opinione pubblica nazionale, insieme al lavoro di chi, attraverso documenti, atti e testimonianze, cerca di ricostruire in modo rigoroso tutte le fasi di uno dei casi più discussi degli ultimi anni. Il nome di Chiara Poggi, al centro di questa lunga vicenda, resta il punto fermo di una storia che continua a interrogare la giustizia, i media e la società civile.