Garlasco, cosa comporta la chiusura delle indagini
La difesa di Andrea Sempio è in attesa di un nuovo avviso di conclusione delle indagini preliminari, previsto dall’articolo 415 bis del codice di procedura penale. L’avviso è un passaggio formale con il quale la Procura comunica all’indagato e al suo difensore le accuse contestate e gli elementi raccolti fino a quel momento.
Un primo avviso era stato notificato il 7 maggio. In seguito, tuttavia, la Procura aveva ritenuto necessario disporre ulteriori verifiche, anche dopo il deposito di consulenze e osservazioni da parte dei legali di Sempio. Gli approfondimenti successivi hanno riguardato punti ritenuti particolarmente sensibili nella ricostruzione investigativa.
La nuova chiusura dovrebbe dunque ampliare il materiale a disposizione della difesa, che potrà esaminare i risultati degli accertamenti sviluppati negli ultimi mesi. In questa fase viene definito il perimetro degli atti sui quali la Procura potrà fondare le proprie valutazioni successive, mentre la difesa potrà contestare le conclusioni tecniche o fornire una diversa lettura del materiale acquisito.
Dopo la notifica dell’avviso, Sempio potrà presentare memorie, depositare documenti, produrre investigazioni difensive e chiedere di essere sottoposto a interrogatorio. Si tratta di facoltà previste dalla procedura penale e utili a consentire all’indagato di intervenire prima che l’ufficio requirente decida se chiedere il rinvio a giudizio, disporre ulteriori accertamenti o adottare altre determinazioni previste dalla legge.
Le consulenze su Dna, orme e misurazioni antropometriche
Il nucleo della nuova discovery è costituito dalle consulenze disposte o integrate dopo la precedente chiusura dell’inchiesta. La Procura avrebbe concentrato l’attenzione su tracce e dati già oggetto di discussione, cercando di chiarire le questioni sollevate dai consulenti della difesa. Massimo riserbo resta sul contenuto conclusivo degli elaborati.
Uno dei capitoli principali riguarda le orme delle scarpe. Per ulteriori verifiche, la Procura ha incaricato Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli, chiamati a esaminare aspetti relativi alle dimensioni e alla compatibilità delle impronte considerate nell’indagine. La questione è stata posta al centro delle contestazioni difensive fin dalla prima discovery.
Un altro fronte è rappresentato dall’integrazione affidata alla patologa forense Cristina Cattaneo. Gli approfondimenti attengono alle misurazioni antropometriche, vale a dire alle valutazioni tecniche sulle caratteristiche fisiche rilevanti ai fini del confronto con i dati disponibili. Anche in questo caso, le conclusioni dovranno essere lette nel contesto complessivo degli accertamenti e delle metodologie utilizzate.
Sul piano genetico è atteso il lavoro del genetista Carlo Previderè, incaricato di valutare il materiale biologico esaminato nella nuova inchiesta. L’intervento si colloca dopo le osservazioni formulate dai consulenti della difesa di Sempio sulle analisi genetiche. Sarà quindi rilevante capire se e in che modo tali osservazioni siano state affrontate nell’elaborato che confluirà negli atti.
Resta più incerto il quadro della consulenza affidata allo psichiatra Roberto Catanesi. Andrea Sempio ha esercitato il diritto di non sottoporsi al colloquio. Di conseguenza, resta da chiarire quale materiale possa essere stato acquisito e quale rilievo possa assumere nell’ambito degli atti messi a disposizione delle parti.
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