Salari e lavoro: contratti precari e calo dei salari reali
La Commissione europea richiama inoltre le difficoltà del mercato del lavoro, evidenziando la presenza di livelli elevati di contratti precari e di part-time involontario. Secondo Bruxelles, si tratta di una condizione che tende a colpire maggiormente giovani, donne e lavoratori stranieri, con ripercussioni sulla stabilità reddituale e sulle prospettive di autonomia.
Un altro punto messo in evidenza è l’andamento delle retribuzioni: il documento segnala che i salari reali in Italia hanno registrato una delle riduzioni più marcate nell’Unione europea dal 2019. Per questo viene indicata la necessità di rafforzare la contrattazione collettiva e di adottare misure mirate a promuovere retribuzioni adeguate e una migliore qualità dell’occupazione.
Il richiamo europeo si collega anche alla produttività: Bruxelles sottolinea che salari e crescita economica, nel medio periodo, dipendono dalla capacità di aumentare l’efficienza del sistema, favorendo investimenti, innovazione e competenze.

Denatalità e pensioni: i rischi per la sostenibilità futura
Nel capitolo demografico, Bruxelles torna a segnalare la denatalità come un’emergenza con ricadute economiche, sociali e di finanza pubblica. Il calo delle nascite viene descritto non solo come un indicatore di fragilità sociale, ma come un fattore che può incidere sulla crescita potenziale e sulla disponibilità futura di forza lavoro.
La Commissione collega questo andamento al progressivo invecchiamento della popolazione, indicandolo come uno dei rischi principali per la sostenibilità di lungo periodo del sistema pensionistico e, più in generale, per la tenuta dei conti pubblici nel tempo.
La raccomandazione è di rafforzare politiche in grado di sostenere famiglie e partecipazione al mercato del lavoro, con particolare attenzione alla componente femminile, anche per contenere gli effetti dell’invecchiamento sul lato dell’offerta di lavoro.
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Scuola e sanità: istruzione, laureati e accesso alle cure
Le raccomandazioni includono un’ampia sezione dedicata a istruzione e sanità. Sul fronte scuola, la Commissione evidenzia il basso numero di laureati rispetto alla media europea, i tassi di abbandono scolastico e le difficoltà di inserimento professionale per una parte dei giovani diplomati e laureati.
Bruxelles chiede interventi strutturali e incentivi specifici, anche per il personale docente, con l’obiettivo di innalzare le competenze e migliorare la transizione scuola-lavoro. Il tema viene letto come centrale per la competitività del Paese e per la capacità di attrarre investimenti ad alto valore aggiunto.
Sul versante sanità, la Commissione segnala un peggioramento dell’accesso alle cure, con liste d’attesa più lunghe e disuguaglianze territoriali più marcate. Tra gli interventi indicati figurano il rafforzamento della sanità territoriale e misure per affrontare la carenza di personale medico e sanitario.
Povertà assoluta e divario Nord-Sud: i dati richiamati da Bruxelles
Uno dei passaggi più delicati del rapporto riguarda la situazione sociale. Bruxelles richiama dati secondo cui la povertà assoluta ha raggiunto livelli elevati, interessando l’8,4% della popolazione italiana e quasi il 14% dei minori, un indicatore che evidenzia una pressione crescente sulle famiglie e sui servizi sociali.
Il documento ribadisce inoltre la persistenza del divario Nord-Sud, con le regioni meridionali caratterizzate da livelli di produttività inferiori e maggiori difficoltà infrastrutturali. La Commissione invita a destinare risorse adeguate alle aree meno sviluppate e a sostenere investimenti in settori considerati strategici per ridurre il gap.
L’indicazione complessiva è che crescita, coesione e sostenibilità dei conti pubblici restano obiettivi collegati: rafforzare i servizi, ridurre le disuguaglianze e migliorare l’efficacia della spesa pubblica viene considerato un passaggio decisivo per la stabilità economica nel medio periodo.