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“Gliele porteremo in galera!”. Garlasco, fuori ora le intercettazioni shock dei Sempio

Andrea Sempio e l’orario dell’alibi: il dialogo con la madre

Un ulteriore passaggio delle intercettazioni risale al 16 dicembre 2025. Il colloquio riguarda la ricostruzione dell’orario in cui Andrea Sempio sarebbe uscito di casa, un elemento che la madre afferma di ricordare con particolare precisione.

Daniela Ferrari sostiene di avere consegnato le chiavi al figlio poco prima delle dieci e di aver controllato l’ora in quel momento. Nella conversazione, il tema viene affrontato con riferimento alle dichiarazioni già rese negli anni precedenti.

«Tu ricordati tu mi hai sempre detto che sei andato via verso le 10, guarda che io ti ho dato le chiavi, io sono entrata dieci meno dieci ti ho dato le chiavi in mano e ho guardato l’ora. Quindi non sei andato via verso le dieci, sei andato via alle dieci al massimo meno otto minuti».

«Quello che ho sempre dichiarato, dieci meno dieci, che a quell’ora lì sono sicura che ho guardato l’orologio».

L’orario dell’alibi resta dunque uno dei temi affrontati nei dialoghi acquisiti. Gli investigatori hanno inserito le conversazioni tra gli elementi raccolti nella nuova fase degli accertamenti sulla posizione di Sempio.

Le consulenze sul caso Garlasco e i dubbi della famiglia Sempio

Le intercettazioni riportano anche le preoccupazioni espresse da Daniela Ferrari per gli approfondimenti disposti a distanza di anni dal delitto. In particolare, la donna commenta la convocazione dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo e le misurazioni effettuate su Andrea Sempio.

Nel dialogo, Ferrari sottolinea il tempo trascorso e il cambiamento fisico del figlio rispetto all’epoca dei fatti, evidenziando invece la permanenza della stessa misura di scarpe.

«Venerdì l’hanno chiamato a prendere le misure… ma perché non gliele avete prese a Stasi? A mio figlio gli prendete le misure venti anni dopo…venti anni dopo che è venti chili in più… e che cavolo… eh sì… eh sì, eh… e l’unica cosa che gli è rimasta uguale all’epoca è il numero di scarpe che aveva il 44 all’epoca e ce l’ha ancora adesso… ma il resto del fisico cambia».

Nella conversazione del 7 novembre emerge inoltre un riferimento alle possibili ricadute dell’inchiesta sulla famiglia. Giuseppe Sempio, in quel periodo, era coinvolto in un procedimento per corruzione. Il dialogo tra i coniugi viene riportato negli atti con richiami sia alla posizione di Andrea sia alla vicenda del padre.

Daniela Ferrari dice: «Ma sì, fa quello che vuoi, arrangiati… se poi incasiniamo di più l’Andrea… andremo a portargli le arance in galera».

Il marito replica: «Il figlio non di sicuro, il figlio dipende tutto dal dna».

La donna torna quindi sulla vicenda che riguarda il marito: «E allora come hai fatto a decidere di andare là a pagare in nero se nessuno ti ha chiesto di portargli i soldi in nero? È stata una tua iniziativa?».

Garlasco, i riferimenti a Garofano e al carabiniere Sapone

Nei dialoghi depositati vengono menzionati anche esponenti che hanno avuto un ruolo nelle precedenti fasi investigative e processuali del caso Garlasco. Tra i nomi citati figurano l’ex generale Luciano Garofano e il carabiniere Silvio Sapone.

Il fascicolo relativo agli accertamenti precedenti era passato da Brescia a Pavia dopo l’archiviazione della posizione dell’ex aggiunto Mario Venditti. Le conversazioni richiamano inoltre l’ex sostituto procuratore generale di Milano Laura Barbaini, che sostenne l’accusa nel processo concluso con la condanna di Alberto Stasi.

Venditti, secondo quanto riportato negli atti, avrebbe commentato il proprio coinvolgimento nella vicenda: «Eh.. poi c’è la Barbaini perché era quella che mi… era il mio consulente… quella che mi spingeva a chiedere l’archiviazione».

Andrea Sempio parla invece di un contatto con Silvio Sapone, ricostruendo il contenuto di un confronto che avrebbe riguardato il caso.

Andrea Sempio, parlando del carabiniere Sapone, ricostruisce invece un contatto avuto in relazione al caso: «Mi voleva parlare del caso Garlasco… e io gli dico: eh ma è un interrogatorio? No, no, parliamo così».

Nella stessa conversazione aggiunge: «Sono le cose per cui sono finiti in galera Scoppetta e quelli lì».

Nel materiale intercettato compare anche una valutazione personale dell’indagato sull’ex generale Garofano e sui rapporti con la parte civile.

Il riferimento a Garofano viene invece accompagnato da un giudizio personale di Sempio: «Era pappa e ciccia con Capra della parte civile, e secondo me Garofano tra virgolette ci aveva un po’ venduti».

Le dichiarazioni di Daniela Ferrari sulla condanna di Stasi

Daniela Ferrari interviene a più riprese anche sulle conseguenze che nuovi accertamenti potrebbero avere sugli scenari già definiti nel processo per l’omicidio di Chiara Poggi. Nel resoconto degli investigatori sono riportate le sue considerazioni sulla possibilità che possano emergere elementi diversi rispetto alla ricostruzione consolidata in sede giudiziaria.

Nel resoconto degli investigatori, vengono riportate le sue considerazioni sulla possibilità che emergano nuovi elementi sulla responsabilità di Stasi: «Hanno paura che esca fuori un’altra verità rispetto alla colpevolezza di Stasi».

Secondo quanto annotato dai carabinieri, la donna «non si spiega come mai hanno paura se sono certi di aver fatto le cose fatte bene all’epoca». Ferrari, inoltre, non comprenderebbe «per quale motivo loro devono seguire la strategia di Tizzoni».

Il caso Garlasco, le intercettazioni della madre di Andrea Sempio sui rapporti con l

Che cosa accade ora nell’inchiesta su Andrea Sempio

L’inserimento delle intercettazioni negli atti della chiusura delle indagini non rappresenta, da solo, un accertamento di responsabilità. Il contenuto dei dialoghi dovrà essere esaminato insieme agli altri elementi raccolti dalla Procura nel corso degli approfondimenti.

Andrea Sempio resta indagato. Dopo il deposito degli atti, i suoi difensori hanno la possibilità di presentare deduzioni, memorie e osservazioni, anche in relazione alle consulenze e agli ulteriori accertamenti tecnici svolti nell’inchiesta.

Il materiale ora disponibile aggiunge nuovi tasselli alla ricostruzione investigativa sul delitto di Chiara Poggi. La valutazione degli atti e le iniziative della difesa definiranno i prossimi passaggi di un caso che continua a mantenere alta l’attenzione della comunità e dell’opinione pubblica.

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