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“Allora per noi sono guai seri”. Guerra in Iran, l’annuncio choc del generale italiano: cosa succede

Dal contesto militare italiano arriva un richiamo alla prudenza sulla guerra in Iran e sulle potenziali conseguenze per l’Europa e per l’Italia. Dopo l’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, l’attenzione si è concentrata sui possibili scenari di escalation e sul grado di esposizione dei Paesi europei a eventuali ritorsioni.

A delineare un quadro di rischio è intervenuto il generale Leonardo Tricarico, chiamato a commentare l’evoluzione del conflitto e le possibili ripercussioni sul piano della sicurezza.

Missile in volo in un contesto di conflitto

Le parole del generale Leonardo Tricarico in tv

Il generale Leonardo Tricarico è stato ospite della trasmissione 4 di Sera nella puntata trasmessa domenica 1 marzo. In studio ha risposto a una domanda diretta sul rischio che Teheran possa colpire anche il continente europeo dopo l’attacco statunitense.

Alla richiesta “Con l’attacco degli Stati Uniti all’Iran, ora c’è il rischio che Tehran possa colpire anche l’Europa?”, ha dichiarato: “Come ipotesi non è da scartare del tutto – esordisce -, certo l’Iran non ha soltanto i missili, ha degli altri asset utilizzabili, uno dei quali fino adesso non è stato sfruttato in tutte le sue potenzialità”.

Il generale Leonardo Tricarico in un'immagine di repertorio

Il riferimento al terrorismo e la vulnerabilità della difesa aerea

Nel corso dell’intervento, Tricarico ha chiarito quale fosse, a suo avviso, una delle principali direttrici di rischio. Alla domanda su cosa intendesse, ha risposto: “Il terrorismo e quindi quello che oggi noi dovremmo fare è metterci al riparo da questo pericolo, cercando di tutelare quegli obiettivi che potrebbero rientrare nella strategia del terrorismo”.

Il generale ha poi aggiunto un passaggio specifico sull’eventualità di un attacco con missili: “Certamente – prosegue – se il missile dovesse essere l’ipotesi, allora i guai sono seri per noi, perché la difesa aerea è uno dei comparti più fragili e più problematici del nostro sistema”.

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