Guerra Iran: negoziati fragili e rischio escalation
Sul piano diplomatico, emergono segnali contrastanti. Secondo quanto riferito da Axios e come riporta la Repubblica, sarebbero in corso negoziati per un possibile cessate il fuoco di 45 giorni, articolato in due fasi: una tregua temporanea seguita da trattative per la fine definitiva del conflitto.
I colloqui, mediati da attori regionali e condotti anche attraverso scambi indiretti tra l’inviato americano Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, appaiono però estremamente fragili. Le probabilità di un accordo nelle prossime 48 ore vengono definite basse, mentre cresce il timore che questo rappresenti l’ultimo tentativo prima di una nuova escalation.
Teheran ha già fatto sapere di non accettare cessate il fuoco temporanei senza garanzie concrete sulla fine della guerra, mentre i media iraniani attaccano le indiscrezioni occidentali, definendo Axios “il mezzo di comunicazione del Mossad per le operazioni psicologiche”.
Nel frattempo, il conflitto si allarga anche ad altri scenari: attacchi di droni sono stati segnalati in Iraq, mentre allarmi missilistici hanno risuonato nel centro di Israele. Sullo sfondo, resta la minaccia di colpire altri punti strategici, come lo stretto di Bab el-Mandab, considerato da Teheran “altrettanto strategico dello Stretto di Hormuz”.