Le richieste di risarcimento e il nodo civile
La giudice ha rinviato al tribunale civile le richieste di risarcimento avanzate da ASL1 Imperiese e dallo stesso Ordine dei Medici di Milano. Parti civili nel procedimento erano anche due società mediche presso cui Massone aveva lavorato in precedenza.
Il caso ha sollevato interrogativi pesanti sui controlli effettuati nelle assunzioni sanitarie e sulla facilità con cui, almeno inizialmente, sarebbe riuscita a costruire una falsa identità professionale.

Un passato già segnato da altre condanne
La storia di Enrica Massone non si ferma qui. La donna sta infatti già scontando un’altra condanna definitiva: quattro anni e tre mesi di carcere per aver truffato una coppia di anziani torinesi.
Secondo gli atti, si sarebbe fatta nominare amministratrice di sostegno dei due, appropriandosi di parte della loro pensione senza versare le rette della struttura dove erano ricoverati. Un dettaglio che aggrava ulteriormente il quadro giudiziario e che delinea un profilo già noto alla giustizia.
La difesa punta sull’incapacità di intendere
Il suo legale, Giovanni Cicerano, aveva chiesto l’assoluzione sostenendo una presunta incapacità di intendere e di volere della propria assistita. Una linea difensiva che però non ha convinto il tribunale.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Solo allora si capirà se la difesa deciderà di presentare appello. Una vicenda che continua a far discutere e che pone ancora una volta l’attenzione su un sistema che, almeno in questo caso, è stato clamorosamente ingannato.