Caro-carburanti, l’allarme di Filt Cgil e Uiltrasporti Campania
Sul fronte sindacale, la protesta era stata anticipata da una richiesta di confronto con la Regione Campania. In una nota inviata al presidente Roberto Fico e al vicepresidente e assessore ai Trasporti Mario Casillo, le organizzazioni sindacali avevano sollecitato un intervento per affrontare le difficoltà delle categorie colpite dall’aumento dei prezzi.
A commentare la situazione sono Angelo Lustro, segretario generale della FILT CGIL Campania, e Pierino Ferraiuolo, segretario generale della UILTRASPORTI Campania. I due rappresentanti hanno sottolineato come il caro-carburanti stia mettendo in difficoltà interi comparti economici, avvertendo che alla mobilitazione degli autotrasportatori potrebbero aggiungersi altre categorie.
“Come avevamo denunciato nella nota inviata al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e al Vicepresidente e Assessore ai Trasporti, Mario Casillo – commentano Angelo Lustro, Segretario Generale FILT CGIL Campania, che Pierino Ferraiuolo, Segretario Generale UILTRASPORTI Campania – il caro carburanti sta mettendo in difficoltà interi settori dell’economia. Da stamattina iniziano le proteste degli autotrasportatori e non è escluso che altre categorie possano unirsi alla mobilitazione”.
Il nodo, secondo i sindacati, è la necessità di costruire un fronte comune tra istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori, per individuare misure concrete a sostegno di autotrasportatori, agricoltori e altre categorie in difficoltà. Il rischio evidenziato riguarda anche le conseguenze per i cittadini: una crisi prolungata potrebbe tradursi in ulteriori aumenti dei prezzi al consumo e in possibili problemi di approvvigionamento di beni di prima necessità.
“Riteniamo – concludono – che fosse necessario e doveroso tentare di costruire un fronte comune tra istituzioni, imprese e rappresentanze del lavoro, per individuare soluzioni concrete a sostegno degli autotrasportatori, degli agricoltori e di tutte le categorie colpite dall’aumento dei prezzi dei carburanti. Questi settori andavano ascoltati, sostenuti e messi nelle condizioni di continuare a lavorare. Forse non sarebbe stato possibile risolvere ogni problema, ma affrontare per tempo le difficoltà e condividere le preoccupazioni di chi produce e garantisce servizi essenziali era un passaggio indispensabile. La nostra iniziativa andava proprio in questa direzione: prevenire l’esplosione delle tensioni, anziché intervenire soltanto quando le proteste sono ormai iniziate. Il rischio concreto è che a pagare il conto siano, ancora una volta, i cittadini, attraverso ulteriori aumenti dei prezzi al consumo e possibili difficoltà nell’approvvigionamento di alcuni beni di prima necessità. Ci auguriamo che questo scenario non si verifichi, ma non possiamo ignorare le conseguenze che una crisi prolungata potrebbe determinare”.
