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“Ho litigato con Sean…”: l’ultimo messaggio di Gabriella alla madre

La tragedia nella laguna di Venezia

Poche ore dopo, all’alba di sabato, Gabriella e Sean erano a bordo di un piccolo barchino nella laguna di Venezia. L’imbarcazione si è scontrata con un taxi acqueo nel canale di Tessera, nei pressi dell’aeroporto Marco Polo.

L’incidente è avvenuto poco prima delle 6. Sean Michieli, 25 anni, pescatore appartenente a una famiglia storicamente legata alla laguna, è stato recuperato in condizioni gravissime e trasferito all’ospedale dell’Angelo di Mestre. Dopo il ricovero e un intervento chirurgico per il trauma cranico, i medici hanno successivamente accertato la morte.

Di Gabriella, invece, non c’era inizialmente alcuna traccia. Le ricerche sono andate avanti per giorni con sommozzatori, elicotteri, mezzi nautici dei vigili del fuoco e carabinieri.

Il corpo ritrovato dopo tre giorni di ricerche

La speranza si è definitivamente spenta nella mattinata di lunedì 15 settembre. Il corpo di Gabriella Querino è stato individuato nelle acque della laguna nella zona di Campalto, a diversi chilometri dal punto dell’incidente, da un privato cittadino che ha dato l’allarme.

Il ritrovamento ha posto fine a tre giorni di ricerche incessanti e ha confermato l’epilogo più temuto. La giovane viveva in Italia da alcuni anni e aveva sposato Sean soltanto da pochi mesi.

La Procura di Venezia ha aperto un’inchiesta per chiarire la dinamica dello scontro. Il conducente del taxi acqueo risulta indagato nell’ambito del procedimento e sono in corso accertamenti su velocità, visibilità e condizioni di navigazione al momento dell’impatto. Al momento non sono state accertate responsabilità definitive.

La madre scopre tutto dai giornali brasiliani

Mentre in Italia partivano le ricerche, in Brasile la famiglia di Gabriella cercava ancora di capire che cosa fosse successo. La mattina successiva alla scomparsa, Gisele avrebbe riconosciuto il volto della figlia in alcuni articoli pubblicati dalla stampa brasiliana, che raccontavano dell’incidente avvenuto nella laguna veneziana.

È stato in quel momento che il silenzio della notte precedente ha assunto un significato drammatico.

Gabriella era originaria di Ribeirão Preto, nello Stato di San Paolo, e si era trasferita in Italia da circa tre anni. La famiglia aveva immediatamente avviato una raccolta fondi per permettere alla madre e alla sorella di raggiungere Venezia e seguire da vicino le ricerche.

Anche la famiglia di Sean aveva contribuito ad aiutare le due donne nell’organizzazione del viaggio.

Il viaggio in Italia e la notizia durante lo scalo a Parigi

Gisele e Marieduarda sono partite dal Brasile nella notte tra lunedì e martedì. Durante lo scalo a Parigi è arrivata però la notizia che nelle acque della laguna era stato trovato un corpo.

Una volta atterrate all’aeroporto Marco Polo di Venezia, le due donne sono state accolte dalle forze dell’ordine e accompagnate all’obitorio dell’ospedale dell’Angelo di Mestre per il riconoscimento.

Ad assisterle c’era anche Elisangela Batista Da Silva, presidente dell’associazione Brasiliani nel Mondo, alla quale la madre di Gabriella ha affidato una frase che racconta la dimensione della tragedia: “Ho perso due bambini”.

Il riferimento era alla figlia e a Sean, al quale Gisele era profondamente legata.

Gabriella e Sean si erano sposati da pochi mesi

Gabriella e Sean si erano sposati da poco e stavano costruendo insieme la propria vita nella laguna veneziana. Lui lavorava come pescatore di vongole e proveniva da una famiglia di pescatori di Burano, mentre lei si era trasferita dal Brasile e stava cercando di inserirsi sempre di più nella vita e nel lavoro del marito.

Le ricostruzioni della stampa brasiliana riferiscono che Gabriella stava anche avviando il percorso necessario per ottenere una licenza legata all’attività di pesca.

Il loro matrimonio era ancora recentissimo. Proprio questo rende ancora più doloroso l’epilogo di una vicenda iniziata come una normale uscita e terminata con la morte di entrambi.

L’inchiesta sullo scontro con il taxi acqueo

La magistratura dovrà ora ricostruire con precisione che cosa sia accaduto quella mattina nel canale di Tessera. Lo scontro tra il piccolo barchino e il taxi acqueo è stato violentissimo e gli investigatori stanno analizzando la velocità delle imbarcazioni, la visibilità, le condizioni meteorologiche e le rispettive rotte.

Il taxi acqueo è un mezzo molto più grande e pesante rispetto al barchino sul quale viaggiavano Sean e Gabriella. Il conducente è stato ascoltato dagli investigatori e il procedimento dovrà stabilire se vi siano state violazioni delle regole di navigazione o altre condotte rilevanti.

Intanto resta il dolore delle due famiglie. E resta soprattutto quel messaggio delle 21.45, breve e apparentemente quotidiano, diventato dopo la tragedia l’ultima traccia di Gabriella: “Domani ti racconto”.

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