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“Ho passato cose che nessuno vivrà mai”. Cosa c’è nel diario segreto di Sempio

Il caso Garlasco continua a scuotere l’opinione pubblica con nuovi elementi destinati a far discutere. Dopo la chiusura dell’inchiesta della Procura di Pavia, che oggi indica Andrea Sempio come unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, emergono dettagli sempre più delicati sulle carte raccolte dagli investigatori negli ultimi mesi.

Tra intercettazioni, tabulati telefonici, consulenze tecniche e analisi della scena del crimine, a colpire particolarmente gli investigatori sarebbero anche alcuni appunti personali trovati nelle agende dell’amico di Marco Poggi. Scritti privati, frasi sparse e riflessioni intime che, secondo gli inquirenti, contribuirebbero a delineare un profilo diverso rispetto a quello raccontato pubblicamente negli ultimi anni.

Si tratta di materiale che non rappresenta una prova diretta del delitto, ma che nelle ultime ore è diventato uno degli aspetti più discussi della nuova inchiesta. E proprio alcune frasi contenute in quelle pagine stanno facendo enorme rumore.

La Moleskine trovata dagli investigatori

Al centro dell’attenzione c’è una Moleskine sequestrata durante le indagini. Un’agenda personale in cui Andrea Sempio annotava pensieri, ricordi e riflessioni sulla propria vita. La data riportata su una delle pagine è il 19 settembre 2019. Da lì iniziano una serie di appunti che raccontano una storia personale fatta di isolamento, disagio e sofferenza interiore.

Andrea nasce in Italia, in una famiglia normale. Fin da piccolo è un bambino curioso e sensibile. Non è bravissimo nell’integrarsi con gli altri e spesso resta isolato o viene preso in giro”, si legge in uno dei passaggi riportati nelle carte investigative.

In un altro punto compare invece una frase che ha attirato l’attenzione degli investigatori: “Ho commesso cose brutte”.

Parole che nelle ultime ore hanno inevitabilmente alimentato nuove polemiche e interpretazioni attorno alla figura dell’attuale indagato.

“Ne ho passate tante”: le frasi finite nell’inchiesta

Tra gli appunti riportati nell’informativa dei carabinieri compare anche uno sfogo personale scritto su un foglio A4. “Ne ho passate tante… decisamente… cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno”.

Una frase che secondo gli investigatori contribuirebbe a descrivere uno stato emotivo complesso e tormentato. Tuttavia gli avvocati della difesa invitano alla prudenza, sottolineando che si tratta di riflessioni private prive di collegamenti diretti con l’omicidio di Chiara Poggi.

Le agende sequestrate conterrebbero inoltre altri passaggi molto forti, in cui Sempio parlerebbe delle proprie difficoltà personali e della sensazione di sentirsi diverso dagli altri. In un’altra annotazione, riportata da diverse ricostruzioni giornalistiche, si leggerebbe: “Perché so difendermi se serve. Perché ho visto, subito e fatto cose che fottetevi tutti. Provate a vivere la metà di che cazz… ho vissuto io”.

Frasi che stanno dividendo profondamente l’opinione pubblica tra chi le considera semplici sfoghi personali e chi invece ritiene possano avere un significato più inquietante.

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