Quattro ore di violenze e umiliazioni nel campo
La situazione sarebbe degenerata rapidamente. I due adolescenti sarebbero stati costretti a spogliarsi quasi del tutto e colpiti più volte. Uno dei gemelli sarebbe stato inoltre obbligato a rimanere sotto il getto d’acqua di un impianto di irrigazione, mentre gli altri ragazzi pronunciavano frasi riferite alla presunta “soffiata”.
Le violenze, fisiche e psicologiche, sarebbero proseguite per circa quattro ore. La durata e le modalità dell’episodio sono tra gli aspetti sui quali si concentra l’attenzione degli inquirenti, chiamati a definire con precisione il ruolo dei presenti.
Il video dell’aggressione inviato alla madre
Un ulteriore elemento rilevante riguarda le riprese effettuate durante l’episodio. Parte di quanto accaduto sarebbe stata registrata con uno smartphone da componenti del gruppo. I video non sarebbero rimasti circoscritti ai partecipanti, ma sarebbero arrivati alla madre dei due ragazzi tramite un bambino di undici anni.
Secondo quanto ricostruito, l’invio non sarebbe avvenuto per segnalare l’accaduto o per richiedere un intervento. Le immagini, che mostrerebbero i due fratelli impauriti e in lacrime, hanno invece consentito alla famiglia di comprendere la gravità della vicenda.
Denuncia ai carabinieri e indagini sui responsabili
La madre dei gemelli ha manifestato il proprio dolore dopo aver visto i filmati e i genitori hanno presentato denuncia ai carabinieri. Oltre alle registrazioni, sarebbero state consegnate anche conversazioni provenienti da chat di gruppo, ritenute utili per chiarire quanto avvenuto prima dell’incontro.
Nei messaggi, secondo le informazioni disponibili, comparirebbero inviti dal tono minaccioso indirizzati a uno dei quattordicenni e riferimenti a possibili violenze nel caso non si fosse presentato. Il materiale è stato acquisito e sarà esaminato nell’ambito degli accertamenti.
Conegliano, cosa succede ora dopo l’aggressione ai gemelli
Le forze dell’ordine stanno lavorando per identificare tutti i giovani coinvolti e ricostruire le singole responsabilità. Resta da definire la posizione di ciascun partecipante, anche alla luce dell’età dei presunti aggressori e dei contenuti presenti nei video e nelle chat.
La vicenda di Conegliano resta quindi in fase di indagine. I prossimi aggiornamenti dipenderanno dagli esiti delle verifiche sul materiale raccolto e dalle valutazioni dell’autorità giudiziaria competente.