
Il Pacifico si scalda, El Niño prende forza e l’allarme arriva direttamente dalle Nazioni Unite. Non è più soltanto una proiezione lontana: il fenomeno è ormai consolidato e nei prossimi mesi potrebbe diventare molto intenso, con effetti capaci di lasciare il segno su temperature e precipitazioni in diverse aree del pianeta. E mentre gli esperti guardano alla fine dell’anno con crescente preoccupazione, sul tavolo ci sono già tre parole che fanno paura: siccità, alluvioni e caldo estremo.


El Niño, l’allarme dell’Onu: il fenomeno durerà fino a febbraio
L’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) ha dichiarato che El Niño è ormai «saldamente consolidato» e che nei prossimi mesi è destinato a diventare «molto intenso». Secondo quanto riportato da Leggo, gli effetti del fenomeno potrebbero protrarsi fino a febbraio, trasformando El Niño in un episodio di grande portata e capace di modificare sensibilmente l’andamento delle temperature e delle precipitazioni su scala globale.
Il rischio maggiore riguarda gli eventi meteorologici estremi. L’intensificazione del fenomeno potrebbe infatti accompagnarsi a inondazioni, periodi di siccità e ondate di caldo particolarmente intense. Una prospettiva che arriva mentre il pianeta deve già fare i conti con temperature elevate e con gli effetti del riscaldamento globale.
«La scienza non lascia spazio a dubbi – scrive il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres in una nota – il pianeta si trova in acque inesplorate e queste acque si stanno riscaldando. Le temperature superficiali del mare stanno aumentando, le temperature continuano a salire e il mondo – conclude – si trova in una zona di pericolo per gli eventi meteorologici estremi». Ma c’è un altro elemento che preoccupa.
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