Re Carlo III e la richiesta di scuse pubbliche
Uno dei punti centrali riguarda il rapporto tra Harry e Re Carlo III. Per Jobson, prima di qualsiasi nuovo equilibrio tra le parti, il principe dovrebbe compiere un gesto esplicito nei confronti del sovrano.
“Prima di stendere i tappeti rossi, Harry dovrebbe chiedere scusa pubblicamente a Re Carlo III. Non con una telefonata riservata o un tè a Highgrove, ma con una dichiarazione aperta al paese”.
La posizione del biografo si collega alle polemiche nate dopo la scomparsa della Regina Elisabetta II. Nella sua ricostruzione pesano le dichiarazioni diffuse dalla coppia negli ultimi anni e alcuni contenuti del volume autobiografico del duca di Sussex.
Particolare attenzione viene posta alle affermazioni relative alla Regina Camilla. Jobson considera questo uno degli elementi più delicati nella frattura tra Harry e la famiglia reale.
“In particolare, l’attacco alla Regina Camilla, definita da Harry ‘pericolosa e cattiva’, la quale avrebbe sacrificato lo stesso principe sull’altare, rappresenta un tradimento calcolato che non può essere archiviato senza un atto formale di contrizione”.

Archie e Lilibet: l’ipotesi della scuola nel Regno Unito
Un ulteriore elemento riguarda i figli della coppia, Archie e Lilibet, rispettivamente di sette e cinque anni. Secondo le informazioni riportate, i due potrebbero essere iscritti in una scuola britannica già dall’inizio di settembre.
Jobson sottolinea che una scelta di questo tipo richiederebbe tempi tecnici, contatti con gli istituti e procedure amministrative. Per questo ritiene poco probabile che la decisione sia maturata in tempi brevi.
“Iscrivere i loro due figli di sette e cinque anni, Archie e Lilibet, in una scuola britannica per l’inizio di settembre richiede mesi di contatti, burocrazia e accordi con i dirigenti scolastici. È del tutto inverosimile che la decisione di rientrare sia stata presa nel giro di un weekend. Il sovrano è stato volutamente messo di fronte a una situazione ormai inamovibile”.
La questione scolastica, se confermata, potrebbe quindi rappresentare un indicatore concreto dei tempi dell’eventuale rientro. Restano però da chiarire modalità, durata e natura della permanenza della famiglia nel Paese.

Sicurezza e residenza privata vicino a Londra
La sicurezza di Harry e Meghan resta un tema rilevante. In passato, il duca aveva indicato l’assenza di una protezione adeguata come uno dei principali ostacoli alla presenza della sua famiglia nel Regno Unito e aveva avviato un contenzioso con il Governo sulla revoca della scorta di polizia.
Nello scenario descritto da Jobson, i Sussex valuterebbero ora una residenza privata nei pressi di Londra, senza che siano emerse novità sul piano della protezione ufficiale.
“Per sei anni Harry ha sostenuto che la Gran Bretagna fosse troppo pericolosa per la sua famiglia, arrivando persino a fare causa al Governo per la scorta tolta da parte della polizia. Oggi, senza che nulla sia cambiato sul fronte della protezione ufficiale, i Sussex si trasferiscono in una dimora privata nei pressi di Londra. Una palese contraddizione che smentisce anni di vittimismo”, sottolinea Jobson.
Il rapporto con William e gli accordi di Sandringham
Sullo sfondo resta il rapporto tra Harry e il principe William, destinato a diventare sovrano. La distanza tra i due fratelli è stata più volte descritta come una delle conseguenze più evidenti della separazione dei Sussex dalla famiglia reale.
“William ha costruito con fatica un modello di monarchia basato sulla stabilità e sul dovere, per contrastare il caos provocato dai Sussex”.
Per Jobson, Buckingham Palace dovrebbe attenersi agli accordi del Summit di Sandringham, convocato dalla Regina Elisabetta II nel gennaio 2020 per definire i termini dell’uscita di Harry e Meghan dagli incarichi reali.
“Buckingham Palace deve ribadire con fermezza i patti del Summit di Sandringham, il vertice convocato nel gennaio del 2020 dalla Regina Elisabetta II per definire i termini esatti del distacco del Principe Harry e Meghan Markle dalla famiglia reale. I Sussex devono rimanere privati cittadini, senza ruoli operativi, senza fondi pubblici e senza mezze misure. E, soprattutto, prima che si aprano i cancelli della scuola di Londra, Harry deve ammettere le sue responsabilità e chiedere scusa. Qualsiasi altra soluzione sarebbe soltanto un dannoso compromesso che potrebbe mettere a repentaglio la stabilità e la credibilità della Corona”.
Il possibile ritorno di Harry e Meghan Markle nel Regno Unito resta dunque legato a diversi nodi: i rapporti familiari, la sicurezza, la condizione dei figli e il rispetto delle intese già stabilite. In assenza di comunicazioni ufficiali, l’attenzione resta alta sulle prossime decisioni della coppia e di Buckingham Palace.