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Incendio al centro commerciale, una strage: il bilancio è drammatico

Familiari delle vittime e identificazione tramite Dna

In seguito all’incendio al Gul Plaza nel sud del Pakistan, numerosi familiari delle persone disperse si sono radunati presso l’Ospedale Civile di Karachi, dove sono stati trasportati i corpi delle vittime. Fuori dalla struttura si sono formate lunghe file di parenti in attesa di notizie ufficiali sui propri cari.

Per procedere all’identificazione, oltre 50 famiglie hanno già fornito campioni di Dna. «Restituiremo i corpi ai familiari non appena i test saranno completati», ha spiegato la funzionaria sanitaria provinciale Summaiya Syed. Le autorità sanitarie stanno lavorando per concludere gli esami nel più breve tempo possibile.

Criticità nei soccorsi e contesto della sicurezza a Karachi

Accanto al lutto, emergono segnalazioni di malcontento da parte di alcune famiglie, che lamentano una presunta lentezza nelle operazioni di soccorso e di ricerca tra le aree colpite. Secondo tali testimonianze, un intervento più rapido avrebbe potuto ridurre il numero delle vittime. Le autorità non hanno al momento commentato nel dettaglio queste accuse, concentrandosi sulle attività di emergenza e sulle indagini.

Gli incendi a Karachi vengono segnalati con una certa frequenza in diversi tipi di edifici, tra cui mercati, stabilimenti industriali e palazzi. In più occasioni, le cronache locali hanno richiamato l’attenzione su infrastrutture obsolete, impianti elettrici non adeguatamente manutenuti, uscite di sicurezza insufficienti o non fruibili e carenze nei sistemi antincendio.

Inchiesta sulle cause dell’incendio al Gul Plaza

Il governo pakistano ha annunciato l’istituzione di una commissione incaricata di ricostruire l’esatta dinamica dell’incendio al Gul Plaza e di accertarne le cause. Al momento non è stata diffusa una versione ufficiale, ma tra le prime ipotesi figurano un possibile corto circuito e il mancato rispetto delle norme di sicurezza interna all’edificio.

Le indagini dovranno chiarire se la struttura fosse conforme alle regolamentazioni vigenti in materia di prevenzione incendi, se i sistemi di allarme e spegnimento fossero presenti e funzionanti e se le vie di fuga fossero adeguatamente segnalate e accessibili.

Impatto nazionale e riflessioni sulla sicurezza degli edifici pubblici

Le immagini del centro commerciale Gul Plaza distrutto dal fuoco, con corridoi anneriti e negozi gravemente danneggiati, sono state rilanciate da media e social in tutto il Pakistan, suscitando forte impressione nell’opinione pubblica. Numerosi utenti hanno commentato gli sviluppi del rogo, chiedendo maggiore attenzione alla sicurezza degli edifici pubblici in Pakistan.

L’episodio ha riaperto il dibattito sulle misure di prevenzione e controllo nei luoghi ad alta affluenza, come centri commerciali, mercati coperti e strutture polifunzionali. L’incendio è scoppiato la notte di sabato 17 gennaio 2026, intorno alle 22:15 ora locale, e si è protratto per molte ore prima di essere quasi completamente domato nei giorni successivi. Le autorità sono chiamate a verificare eventuali criticità strutturali e a valutare l’adozione di interventi per ridurre il rischio di incidenti analoghi.

Situazione attuale e prossimi sviluppi

Mentre proseguono le operazioni di identificazione delle vittime e di assistenza ai familiari, la città di Karachi, in Pakistan, sta affrontando le conseguenze di uno degli incidenti più gravi degli ultimi anni. Le indagini della commissione d’inchiesta e degli organi competenti saranno decisive per definire le responsabilità e per individuare eventuali misure correttive.

L’attenzione resta alta sia sul fronte delle verifiche tecniche nell’edificio colpito, sia su quello del supporto alle famiglie coinvolte, in un contesto nazionale in cui la prevenzione degli incendi e la sicurezza degli spazi pubblici tornano al centro dell’agenda istituzionale.

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