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Incendio choc nella notte, morti diversi adolescenti: soccorsi sul posto, cosa è successo

Vittime e feriti: cosa è emerso nelle ore successive

L’evento si è verificato a Manlleu, nell’area di Barcellona, e le autorità stanno ricostruendo con precisione la dinamica. Le prime notizie sui feriti sono risultate parziali e in aggiornamento: alcune persone avrebbero riportato intossicazioni lievi e sarebbero state assistite sul posto o dimesse dopo gli accertamenti. Tra i coinvolti sono stati citati anche soccorritori, esposti a fumo e aria irrespirabile durante le operazioni.

Per i cinque adolescenti, invece, i soccorsi non hanno potuto evitare l’esito fatale. I ragazzi sono stati rinvenuti nell’area del deposito o nelle immediate vicinanze in condizioni critiche, e i tentativi di rianimazione non sono risultati efficaci.

Immagine dell’area interessata dall’incendio a Manlleu

Identificazione delle vittime e provenienza delle famiglie

L’identificazione, nelle prime ore, è stata descritta come complessa a causa della gravità dell’incendio. Secondo ricostruzioni diffuse anche da ANSA, le vittime erano nate in Spagna da famiglie di origine marocchina e frequentavano scuole della zona.

I nomi riportati dalle cronache sono Mohamed Z. (15 anni), Mustafà B. (16), Amin A. (15), Mohamed M. (14) e Adam B. (17).

Incendio a Manlleu (Barcellona): reazioni della comunità e delle istituzioni locali

Le scuole frequentate dai ragazzi hanno avviato iniziative di supporto: l’Institut Antoni Pous i Argila, citato da più fonti come istituto frequentato da alcuni degli adolescenti, ha attivato un servizio di sostegno psicologico per studenti e famiglie.

Il sindaco Arnau Rovira ha proclamato tre giorni di lutto cittadino e ha dichiarato: “È il giorno più nero che Manlleu abbia mai vissuto, la notte più dura”.

Il presidente della Generalitat de Catalunya, Salvador Illa, ha espresso vicinanza alle famiglie. Le autorità hanno inoltre ribadito che l’accertamento delle cause richiederà tempo e prudenza.

Vista del palazzo dopo l’incendio notturno

Testimonianze e prossimi accertamenti

Tra le testimonianze raccolte, la madre di uno dei ragazzi, Naima Bouzikou, ha ricordato: “Gli piaceva giocare alla Playstation. Era un ragazzo molto tranquillo”. Ha aggiunto: “Non sappiamo cosa sia potuto accadere”.

Secondo ricostruzioni giornalistiche, il deposito sarebbe stato utilizzato da tempo come ritrovo informale, in particolare nelle sere fredde. Gli investigatori stanno verificando accessi e movimenti, oltre a ricostruire quali materiali fossero presenti nel locale. Sono in corso anche accertamenti tecnici su ventilazione, chiusure e condizioni degli ambienti, per definire con esattezza la dinamica dell’incendio e le circostanze che hanno portato alla morte dei cinque adolescenti.

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