
Un viaggio come tanti, una tratta ferroviaria ordinaria, poi l’impatto improvviso che ha trasformato una giornata qualunque in una delle tragedie più gravi degli ultimi anni. L’incidente ferroviario avvenuto ad Adamuz, in provincia di Córdoba, ha lasciato dietro di sé uno scenario devastante: vagoni distrutti, soccorritori al lavoro senza sosta e un bilancio delle vittime destinato ad aggravarsi. Mentre le operazioni di recupero proseguono tra le lamiere, emergono i primi nomi di chi si trovava a bordo, storie diverse accomunate dallo stesso destino.
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La strage ferroviaria ad Adamuz: numeri in aumento e soccorsi senza sosta
Secondo le autorità locali, il numero delle vittime accertate ha già superato quota 40, ma i soccorritori temono che il bilancio possa raddoppiare. Molti passeggeri risultano ancora dispersi, probabilmente rimasti intrappolati nei vagoni più colpiti dall’impatto. L’incidente ha coinvolto più convogli, tra cui un treno Alvia, ridotto a un ammasso di rottami.
Sul posto operano squadre di emergenza, unità cinofile e personale sanitario arrivato anche da province limitrofe. Le condizioni dell’area rendono complesse le operazioni: alcune carrozze sono accartocciate su se stesse, altre risultano parzialmente incendiate. Le autorità hanno attivato centri di assistenza per i familiari delle vittime e dei dispersi, mentre continuano le identificazioni ufficiali.
Le prime vittime identificate: giornalismo e cultura in lutto
Tra i primi nomi confermati figurano due figure di rilievo del mondo culturale e dell’informazione. Si tratta di Óscar Toro, giornalista e accademico, e di sua moglie María Clauss, fotoreporter e manager culturale. Viaggiavano a bordo del treno Alvia coinvolto nell’incidente.
Toro era dottore in Comunicazione presso l’Università di Huelva, noto per il suo impegno nella comunicazione sociale e nella difesa dei diritti umani. Clauss, laureata all’Università Complutense di Madrid, aveva vinto il Premio Luis Valtueña ed era direttrice creativa del festival WofestHuelva, dedicato al cinema diretto da donne. La loro scomparsa ha suscitato un’ondata di messaggi di cordoglio da parte di istituzioni accademiche, colleghi e operatori culturali.
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