
Il caso di Garlasco torna al centro dell’attenzione per nuovi elementi emersi nell’ambito delle verifiche sull’omicidio di Chiara Poggi. La vicenda, ancora oggetto di approfondimenti, vede in questa fase Andrea Sempio come unico indagato. Parallelamente, si consolidano alcuni passaggi di ricostruzione che riguardano presunti contatti tra persone vicine all’indagato e un uomo indicato come pompiere.
Il punto principale riguarda il ruolo attribuito a questo pompiere nella vicenda del presunto scontrino del parcheggio di Vigevano, citato come elemento legato all’alibi. L’uomo, sentito dagli inquirenti, ha fornito una versione dei fatti sul suo rapporto con la madre di Sempio e sulle circostanze degli incontri.

Garlasco, accertamenti sullo scontrino e sul ruolo del pompiere
Secondo quanto ricostruito, l’uomo indicato come pompiere sarebbe stato chiamato in causa per la consegna del cosiddetto scontrino del parcheggio di Vigevano, che sarebbe arrivato ad Andrea Sempio attraverso la madre. La posizione dell’indagato viene nel frattempo seguita anche sul piano tecnico: i suoi legali si preparano a depositare in Procura gli esiti di consulenze difensive su alcuni punti ritenuti centrali.
Tra i temi oggetto di contestazione e analisi ci sono l’impronta 33, indicata in varie ricostruzioni come elemento di rilievo, e il contenuto dei soliloqui in macchina attribuiti a Sempio. In un passaggio, come riportato, secondo i pm Sempio direbbe “stronza”, mentre altri consulenti sostengono che lui dica “stronzata”.

"Non l'ho mai incontrato a Vigevano"
— Quarto Grado (@QuartoGrado) September 12, 2025
A #Quartogrado la mamma di Andrea Sempio risponde alle accuse pic.twitter.com/cIPPGgzqkE
La dichiarazione del pompiere sulla madre di Andrea Sempio
Sul rapporto con la madre di Sempio, l’uomo ha riferito ai carabinieri una versione circoscritta nel tempo e nelle modalità. “Abbiamo avuto incontri solo ed esclusivamente di natura intima, non c’era nessuna relazione sentimentale. “Ci vedevamo a casa da me, veniva con la sua auto“.
In base a quanto dichiarato, gli incontri non si sarebbero svolti né a Vigevano, città collegata al presunto scontrino-alibi, né a Garlasco. Sarebbero invece avvenuti in un altro centro della provincia di Pavia. “L’ho frequentata massimo per 2 o 3 mesi nel periodo estivo, ci saremmo visti a casa mia 3 o 4 volte”.
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