Oltre cento persone oltre il punto interrotto
La frana ha di fatto isolato l’area del Rifugio Bedole e dell’omonima malga, dove si trovavano numerosi escursionisti, famiglie e gruppi impegnati in attività in quota. In base alle informazioni disponibili, più di settanta persone hanno trovato riparo e assistenza all’interno del rifugio, mentre altri erano distribuiti lungo i percorsi della valle e nei pressi dei punti di accesso ai sentieri.
Per gestire l’emergenza è stata organizzata un’evacuazione via terra, con il supporto dei vigili del fuoco volontari di Spiazzo, Pinzolo, Carisolo e Strembo, oltre ai tecnici del Soccorso alpino e al Soccorso alpino della Guardia di finanza. L’obiettivo operativo è stato quello di accompagnare le persone in un corridoio sicuro, evitando l’attraversamento diretto dei detriti instabili e riducendo l’esposizione a possibili ulteriori colate.
I soccorritori hanno lavorato per predisporre un passaggio provvisorio: sono stati posizionati tronchi sopra la colata di fango e materiale lapideo, così da creare un piano di attraversamento e migliorare l’aderenza nei punti più critici. Una volta superata la zona interessata dalla frana, gli escursionisti sono stati scortati fino a Caret, dove è stato organizzato il trasferimento verso valle.
Da Caret, le persone evacuate sono state indirizzate sulle navette messe a disposizione dal Parco Naturale Adamello Brenta per raggiungere Pinzolo. La soluzione ha consentito di mantenere un flusso ordinato e di ridurre la permanenza in un’area considerata delicata dal punto di vista idrogeologico dopo il temporale. Una quindicina di persone ha invece scelto o è stata costretta a pernottare al Rifugio Bedole, nell’impossibilità di rientrare a valle nelle ore serali.
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