La discrezionalità della Fifa nel regolamento
Sebbene possa sembrare una semplice suggestione da bar, la tesi di un ripescaggio poggia su basi burocratiche piuttosto solide che lasciano ampio margine di manovra a Gianni Infantino e ai suoi collaboratori. L’articolo sei delle normative ufficiali per la Coppa del Mondo 2026 stabilisce infatti che la decisione finale sulla sostituzione di una squadra esclusa spetta esclusivamente alla FIFA, che può agire a propria totale discrezione. Non esiste un vincolo geografico o di confederazione che obblighi i vertici del calcio mondiale a pescare un sostituto nello stesso continente della nazione che rinuncia o viene estromessa. Questo significa che, tecnicamente, non ci sarebbe alcun ostacolo formale nel preferire la dodicesima squadra del ranking mondiale, ovvero l’Italia, a una nazionale asiatica come gli Emirati Arabi Uniti.
Nonostante il quadro regolamentare lasci la porta aperta a scenari clamorosi, la realtà dei fatti sembra purtroppo remare in una direzione opposta. L’Italia di oggi è una squadra che ha fallito l’appuntamento sportivo sul campo, uscendo sconfitta in una serata drammatica a Zenica che ha segnato la fine di un ciclo tecnico e dirigenziale. La stampa internazionale e gli osservatori più obiettivi sottolineano come un ripescaggio a tavolino, seppur legittimo sotto il profilo normativo, rappresenterebbe un colpo durissimo alla credibilità meritocratica della competizione. Il calcio italiano si trova dunque a dover fare i conti con un paradosso, essere la migliore tra le escluse secondo le statistiche, ma allo stesso tempo essere percepita come una nobile decaduta che non ha saputo guadagnarsi il pass attraverso il sudore e i risultati minimi necessari.
Le possibili conseguenze di un forfait dell’Iran
Se l’Iran dovesse realmente dare forfait o essere escluso per cause di forza maggiore, la logica sportiva più lineare suggerirebbe il ripescaggio della prima delle escluse della zona asiatica. In questo caso, gli Emirati Arabi Uniti sarebbero i candidati naturali, avendo perso l’ultimo atto degli spareggi proprio contro l’Iraq di Meulensteen. Tuttavia, l’appetito mediatico che l’Italia scatena a livello globale rimane un fattore che la FIFA non può ignorare del tutto. La prospettiva di un mondiale senza una delle nazioni più titolate della storia del calcio è un danno economico non indifferente per gli sponsor e per i broadcaster. Eppure, l’immagine desolante dei calciatori azzurri dopo il triplice fischio in Bosnia rimane la fotografia più fedele di un presente che difficilmente verrà cancellato da una decisione presa negli uffici di Zurigo.