Il precedente sisma di magnitudo 4.7
Il riferimento più recente è il terremoto di magnitudo 4.7 registrato il 31 luglio, indicato come l’evento più energetico dall’avvio dell’attuale fase bradisismica. Quella scossa era stata avvertita in modo molto più ampio e aveva generato forti momenti di preoccupazione tra gli abitanti dell’area flegrea.
Secondo quanto emerso dopo i primi accertamenti, il sisma di fine luglio aveva avuto conseguenze anche sul territorio. Tra le criticità segnalate figurava l’inagibilità del molo di Pozzuoli, mentre diverse centinaia di persone erano state costrette a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni per consentire verifiche e controlli sulle strutture.
La differenza di magnitudo tra i due episodi è rilevante, ma anche una scossa meno intensa può essere percepita chiaramente se localizzata a bassa profondità e in prossimità dei centri abitati. È questo uno degli elementi che aiuta a spiegare la paura provocata dal terremoto avvenuto nella notte.
[DATI #RIVISTI] #terremoto Md 3 ore 02:27 IT del 10-08-2026 a Campi Flegrei Prof= 3.6 Km #INGV_46841392 https://t.co/uwUGvReJH3
— INGVterremoti (@INGVterremoti) August 10, 2026
Monitoraggio e accertamenti in corso
Il monitoraggio dei Campi Flegrei prosegue attraverso strumenti dedicati alla rilevazione della sismicità e dei movimenti del terreno. Gli aggiornamenti ufficiali restano il riferimento per valutare l’andamento della situazione, mentre proseguono gli accertamenti tecnici collegati alla sequenza sismica.
Non risultano, al momento, indicazioni di danni legati alla scossa di magnitudo 3.0. L’episodio conferma però la persistenza dell’attività nell’area flegrea, dove residenti e autorità continuano a seguire con attenzione le comunicazioni dell’Ingv e gli eventuali sviluppi nelle prossime ore.