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Italiani morti alle Maldive, salta fuori solo ora: la terribile verità

Chi erano le vittime: i nomi dei sub italiani coinvolti

La tragedia ha riguardato Monica Montefalcone, 51 anni, docente di Ecologia all’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, 23 anni, la ricercatrice Muriel Oddenino, 31 anni, originaria di Poirino (Torino), la guida subacquea Gianluca Benedetti, 44 anni, di Padova, e il neolaureato Federico Gualtieri, 23 anni, di Omegna (Verbano-Cusio-Ossola).

Il portavoce ha ricordato anche il rapporto professionale tra la docente e il Paese asiatico: “Con l’Italia abbiamo un legame speciale e la professoressa era una persona molto speciale perché ha dedicato tanti anni della sua vita professionale alla ricerca in questo Paese”.

Secondo quanto ricostruito, il team dell’Università di Genova svolgeva attività di ricerca alle Maldive da almeno quattro anni e il progetto sui coralli molli e sui sistemi di barriera avrebbe ricevuto una regolare autorizzazione dal Dipartimento di ricerca marina.

Area delle Maldive interessata dalle ricerche dei sub italiani dispersi

Il caso Federico Gualtieri: la posizione dei legali della famiglia

Nelle ultime ore sono intervenuti gli avvocati Antonello Riccio e Gianluigi Dell’Acqua, legali della famiglia di Federico Gualtieri, invitando alla cautela nella ricostruzione dei fatti e nella valutazione delle responsabilità.

“Federico era pienamente formato e qualificato per l’attività subacquea svolta, possedendo capacità tecniche, preparazione ed esperienza adeguate anche per immersioni di elevata complessità”, hanno dichiarato i legali.

Secondo quanto riferito, il giovane avrebbe conseguito dal 2011 diverse certificazioni specialistiche, maturando esperienza pratica anche alle Maldive. “È sempre stato un ragazzo estremamente scrupoloso e prudente”, hanno aggiunto, affermando che non vi sarebbero elementi per attribuirgli comportamenti negligenti o imprudenti.

La famiglia ha quindi chiesto prudenza nelle valutazioni e di evitare conclusioni anticipate. “A oggi non si sa chi abbia organizzato l’immersione, a quali scopi, e con quali attrezzature quindi non si è in grado di andare oltre semplici congetture”, concludono i legali.

Nel frattempo, le verifiche continuano per ricostruire con precisione l’accaduto e chiarire ogni aspetto della tragedia che ha colpito il mondo della ricerca e quello della subacquea italiana.

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