Perché l’anticiclone africano domina sull’Italia
Secondo Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera intervistato dall’Ansa, alla base della persistenza del caldo vi è anche una modifica nella circolazione atmosferica. L’anticiclone africano tende a spingersi verso latitudini più settentrionali con maggiore frequenza, arrivando a occupare il Mediterraneo e l’Italia anche per periodi molto estesi.
In questo scenario, le perturbazioni atlantiche trovano meno spazio per avanzare verso la penisola. Anche l’azione dell’anticiclone delle Azzorre risulta limitata, lasciando prevalere correnti più calde di origine nordafricana. Il risultato è una situazione caratterizzata da cielo spesso sereno, ventilazione debole e temperature che restano elevate anche durante le ore notturne, in particolare nei centri urbani e lungo le coste.
Il fatto che il caldo si prolunghi per molti giorni consecutivi incide sulla vita quotidiana e rende più complessa la gestione delle fasce più fragili della popolazione. Anziani, bambini, persone con patologie e lavoratori esposti all’aperto sono i soggetti per i quali le indicazioni di prevenzione assumono un peso maggiore. Le autorità sanitarie invitano a seguire i bollettini locali, evitare l’esposizione nelle ore più calde e mantenere una corretta idratazione.
Bollini rossi prima di Ferragosto
Un primo cambiamento potrebbe iniziare a farsi notare attorno a Ferragosto, anche se la fase di caldo intenso non si esaurirà in modo immediato e uniforme. Il bollettino del Ministero della Salute segnala per giovedì 13 agosto diciotto capoluoghi contrassegnati dal bollino rosso, cioè dal livello massimo di allerta per le condizioni di calore.
Per venerdì 14 agosto è atteso un miglioramento parziale. Le città al livello più alto di allerta dovrebbero ridursi a sette: Bari, Bolzano, Cagliari, Genova, Messina, Palermo e Reggio Calabria. Altri diciassette capoluoghi risulterebbero invece in bollino giallo, condizione che richiede comunque attenzione, mentre Pescara, Trieste e Venezia tornerebbero al livello verde.
La diminuzione dei bollini rossi rappresenta un segnale da seguire, ma non equivale alla fine del caldo. Le differenze tra Nord, Centro, Sud e isole potrebbero restare marcate, con le regioni meridionali e insulari ancora esposte più a lungo alle masse d’aria molto calde. Anche per questo il monitoraggio delle previsioni resta centrale nei giorni che precedono il fine settimana.

Meteo, l’annuncio di Mario Giuliacci sulla svolta
La possibile svolta nelle previsioni meteo è stata indicata da Mario Giuliacci attraverso i suoi canali social. Il meteorologo ha annunciato: “L’anticiclone nordafricano sta finalmente per essere mandato a casa”. La data da osservare è quella di domenica 16 agosto, quando potrebbe iniziare una fase differente rispetto alla lunga stabilità che ha segnato buona parte dell’estate.
Secondo questa tendenza, l’aria calda dovrebbe iniziare a perdere gradualmente forza, mentre tornerebbero instabilità e temporali, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali. Il cambiamento potrebbe proseguire almeno fino al 21 agosto e costituirebbe il primo passaggio significativo dopo settimane dominate dall’anticiclone africano.
La dinamica prevista non va però letta come un semplice ritorno a condizioni autunnali. In pieno agosto, l’arrivo di correnti atlantiche su territori surriscaldati può produrre contrasti importanti. La distribuzione dei fenomeni, la loro intensità e l’effettivo calo termico dipenderanno dalla traiettoria e dalla forza della saccatura in avvicinamento sull’Europa occidentale e sul Mediterraneo.
Il rischio di temporali intensi e grandinate
Matteo Rossi, meteorologo e previsore del Consorzio Lamma tra Regione Toscana e Cnr, ha spiegato all’Ansa quali potrebbero essere gli scenari legati all’affondo atlantico: “Dipenderà dalla forza di questa saccatura: se si espanderà prepotentemente, allora avremo la possibilità di temporali intensi sulle regioni tirreniche, sul Nord-Ovest e sul Piemonte”.
Un ingresso deciso di aria più fresca in quota potrebbe generare un forte contrasto con il calore accumulato al suolo e sulla superficie del mare. In una simile situazione aumenterebbe la possibilità di temporali intensi, grandinate e numerose fulminazioni, in particolare sulle aree più esposte alle correnti occidentali e sui rilievi. Si tratta di fenomeni che richiedono attenzione, perché possono manifestarsi in tempi brevi e in modo localizzato.
Qualora la perturbazione risultasse meno incisiva, invece, l’instabilità sarebbe probabilmente più circoscritta. I rovesci potrebbero concentrarsi sulle zone alpine, prealpine, sul Nord-Ovest e lungo alcuni settori tirrenici, senza coinvolgere con la stessa intensità il resto della penisola. Le prossime elaborazioni dei modelli meteorologici saranno quindi importanti per definire con maggiore precisione le aree interessate.

Le previsioni dal 16 al 21 agosto
La tendenza illustrata da Giuliacci consente di tracciare una possibile evoluzione giorno per giorno. Domenica 16 agosto i primi temporali potrebbero svilupparsi sulle Alpi e sul Nord-Ovest, i settori che per primi potrebbero risentire dell’avanzata delle correnti più instabili. In questa fase il caldo sarebbe ancora presente in molte aree, soprattutto al Centro-Sud.
Lunedì 17 agosto l’instabilità potrebbe estendersi a una parte più ampia del Centro-Nord. Le temperature massime, secondo le indicazioni disponibili, potrebbero scendere sotto i 33°C, segnando un ridimensionamento dei valori più estremi. Il calo non sarebbe necessariamente identico ovunque, ma costituirebbe un primo elemento di discontinuità rispetto ai giorni precedenti.
Tra il 18 e il 19 agosto, rovesci e temporali potrebbero continuare a interessare le regioni centro-settentrionali, con un possibile coinvolgimento anche della Campania. La presenza di fenomeni convettivi impone prudenza soprattutto nelle aree montane, nelle località esposte a forti raffiche di vento e nei territori già soggetti a rapide criticità idrogeologiche.
Per il 20 agosto è prevista un’ulteriore estensione dell’instabilità, che potrebbe raggiungere una parte consistente della penisola. Le estreme regioni meridionali e le isole potrebbero invece opporre maggiore resistenza, poiché l’aria calda presente su questi settori potrebbe arretrare più lentamente. Il quadro resta soggetto a variazioni, ma la tendenza indica un progressivo cambio di configurazione.
La fine del caldo non sarà immediata ovunque
Il 21 agosto una nuova serie di fenomeni al Centro-Nord potrebbe rappresentare il segnale conclusivo della lunga fase rovente che ha caratterizzato gran parte dell’estate 2026. Non significherebbe, tuttavia, che il caldo sarà definitivamente archiviato in tutta Italia. Il mese di agosto può ancora proporre giornate molto calde, soprattutto nelle regioni meridionali e sulle isole.
La possibile svolta dopo Ferragosto va dunque considerata come una riduzione dell’egemonia dell’anticiclone africano e non come un passaggio definitivo a temperature basse. Dopo quattro ondate di calore, l’eventuale affondo atlantico porterebbe però un cambiamento concreto: valori termici meno estremi, maggiore variabilità e il ritorno di temporali su diverse zone del Paese.
Nei prossimi giorni l’attenzione resterà concentrata sull’evoluzione della saccatura e sulla sua capacità di penetrare nel Mediterraneo. Soltanto gli aggiornamenti previsionali consentiranno di stabilire dove e con quale intensità si manifesteranno i fenomeni. Per ora, la situazione descrive una fase di transizione attesa da tempo, con l’Italia pronta a passare dal caldo persistente a un quadro meteorologico più instabile.