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L’urlo improvviso, poi la scena agghiacciante: genitori Carlomagno, si scopre solo ora

«Non è giusto!» ha urlato la sorella di Maria Messenio quando sabato ha trovato i corpi della coppia suicida. Le grida sono state udite intorno alle 18.30 dall’anziana vicina di casa, residente al civico 27 di via Tevere, accanto al garage dove è avvenuta la tragedia.

«Quando ho sentito quelle urla ho capito che era successo qualcosa di grave», racconta la signora Cicchinelli. «Poi le sirene, i carabinieri, il caos. Sono molto avvilita, li conoscevo da 40 anni, erano bravissime persone».

La vicina ricorda anche gli incontri con i coniugi dopo il ritrovamento del corpo di Federica Torzullo: «Ho incontrato Maria ogni tanto, ma non mi ha mai detto una parola sul delitto o sul figlio. Claudio veniva spesso qui, non saprei se avessero buoni rapporti. Non parlavano di queste cose».

Davanti al cancello della villetta dove Maria e Pasquale si sono tolti la vita è stato lasciato un mazzetto di fiori bianchi. A porlo è stata una pattuglia dei vigili urbani di Anguillara Sabazia, in omaggio a Maria Messenio, ex assessora alla Sicurezza prima di dimettersi in seguito alle accuse contro il figlio.

La coppia, sabato pomeriggio, si è recata nella loro abitazione di via Tevere 25, a pochi passi dalla via Anguillarese, per poi scendere nel garage e impiccarsi a una delle travi. La villa, il giorno della scoperta, era avvolta nel silenzio più assoluto, con zerbini stesi ad asciugare e un ombrello appoggiato alla finestra.

I vicini, sotto una leggera pioggia, raccontano lo shock e la riservatezza della famiglia: «Li vedevo poco, erano molto riservati. Pasquale tornava a casa spesso sul suo furgone. Questa è una cittadina tranquilla. Due anni fa fecero una grande festa per il loro anniversario di matrimonio», ricorda Giuseppe.

Il signor Antonio, che passava in bici davanti alla casa, commenta: «Pasquale lo conosciamo tutti perché lavorava in parecchi cantieri. Poveracci, non avranno retto alla pena». Un dolore diventato insostenibile per i coniugi, segnati dall’orrore compiuto dal figlio.

Gli avvocati Nicodemo Gentile e Pierina Manca, legali dei genitori di Federica Torzullo, parlano di un «omicidio domestico» e annunciano che sarà contestata l’aggravante dei motivi abietti e il reato di vilipendio di cadavere.

«Quanto accaduto in via Costantino non rappresentava un ultimo appuntamento, ma l’ultimo momento utile per l’indagato per tentare di trattenere Federica», spiegano i legali. «La scelta della vittima era chiara e irrevocabile. Depositeremo una memoria tecnica alla Procura affinché venga contestata anche l’aggravante dei motivi

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