Il dolore di amici e conoscenti dopo il dramma familiare
Chi frequentava Paola, Daniele e Mattia fatica a conciliare l’accaduto con l’immagine che aveva della loro quotidianità. “Non posso credere che Daniele abbia fatto del male a Paola e Mattia”. È una delle frasi raccolte nelle ore successive al dramma, in una comunità segnata da incredulità e cordoglio.
Un amico della famiglia ha dichiarato a Il Secolo XIX: “Non è possibile, sembra di vivere un film dell’orrore. Paola e Daniele erano una coppia molto unita, da sempre, e adoravano il figlio Mattia”. Le testimonianze riferiscono di una coppia ritenuta affiatata e molto legata al proprio figlio.

Tra le voci più colpite c’è quella di Elisabetta Mandraccia, amica d’infanzia di Paola Siri, che ha detto: “Spero che Paola non se ne sia accorta altrimenti gli ultimi minuti della sua vita sono stati più atroci della morte”. Una frase che restituisce il dolore per una vicenda che ha sconvolto l’intera zona.
Secondo la dinamica al vaglio, il quindicenne sarebbe stato colpito per primo e la madre sarebbe morta successivamente. Saranno gli approfondimenti delle autorità competenti a definire con precisione tempi e circostanze della strage.

Finale Ligure, i progetti della famiglia nei giorni precedenti
Ad accrescere lo smarrimento sono i programmi che la famiglia aveva organizzato per i giorni successivi. Mattia avrebbe dovuto riprendere gli allenamenti di calcio la settimana seguente: il padre lo aveva comunicato nella chat dei genitori. Il ragazzo aveva inoltre recuperato la materia per cui era stato rimandato a settembre.
Prima della riapertura delle scuole, Paola, Daniele e Mattia avevano in programma una crociera. “Nulla avrebbe potuto far presagire la tragedia”. Per amici e conoscenti, la vita della famiglia procedeva con impegni ordinari e appuntamenti già fissati.
Le difficoltà affrontate dalla coppia
Nella loro storia non sarebbero mancati periodi complessi. Mattia era nato quando Paola e Daniele erano già avanti con l’età e, secondo le persone che li conoscevano, i genitori erano particolarmente protettivi nei suoi confronti.
Paola Siri aveva attraversato una fase di depressione, superata nel tempo. Daniele Baruzzo aveva invece affrontato la malattia e la successiva scomparsa dei genitori anziani. Sono aspetti del passato familiare che vengono ora ricordati, senza che possano spiegare autonomamente l’origine della tragedia.
Secondo alcune testimonianze, l’uomo avrebbe gestito quel lutto senza rivolgersi a un supporto esterno. “Aveva gestito tutta la situazione da solo, senza chiedere aiuto: probabilmente quel dolore l’aveva segnato più di quanto desse a vedere. In apparenza tutto sembrava sempre sotto controllo per lui: si faceva carico dei problemi di tutti”.
Accertamenti in corso sulla tragedia di Finale Ligure
A Finale Ligure resta quindi aperto l’interrogativo su cosa possa avere preceduto il dramma. Amici e vicini ripensano agli incontri e alle conversazioni degli ultimi giorni, cercando segnali che, stando ai loro racconti, non erano emersi.
La situazione è seguita con attenzione e gli accertamenti serviranno a ricostruire il quadro completo della vicenda. Resta il ricordo di una famiglia che, almeno all’esterno, sembrava avere davanti a sé i normali impegni e i progetti dei giorni successivi.