L’ipotesi Caio Duilio e la copertura estesa
Accanto alle fregate, resta sul tavolo l’ipotesi di impiegare il cacciatorpediniere lanciamissili Caio Duilio. L’unità è descritta come dotata del radar più potente della flotta e in grado di assicurare una copertura fino a 350 chilometri. Anche in questo caso sono disponibili missili Aster 30 e la capacità di intercettare missili balistici, un profilo che, secondo le informazioni riportate, garantirebbe una protezione di livello superiore rispetto a una configurazione esclusivamente focalizzata sulle minacce a bassa quota.
La scelta tra diverse piattaforme richiede di considerare la disponibilità operativa e l’insieme degli impegni già in corso. Un cacciatorpediniere con capacità di difesa estesa può offrire una bolla di protezione più ampia, ma implica anche una pianificazione accurata degli assetti e delle risorse. L’eventuale missione vicino a Cipro, inoltre, deve integrarsi con le esigenze di sicurezza in altre aree del Mediterraneo.

Stretto di Hormuz ed effetti su energia e inflazione
Il dossier su Cipro si intreccia con un’altra priorità: la possibile chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per le rotte energetiche globali. Un’interruzione, anche temporanea, avrebbe impatti immediati sui mercati, con ricadute su energia, inflazione e prospettive di crescita. La vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, già evidenziata in altre crisi recenti, viene considerata un fattore determinante per le decisioni di breve periodo.
La sicurezza energetica resta un elemento centrale della tenuta economica. L’Italia, secondo i dati richiamati, dispone di stoccaggi al 47% a fronte di una media Ue del 30%, una condizione che offre margini di manovra maggiori nel breve termine. Tuttavia, un prolungamento delle tensioni in Medio Oriente potrebbe aumentare la pressione sui prezzi di gas e petrolio, incidendo su famiglie e imprese.
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Gnl dal Qatar e scenari di rischio monitorati dal governo
Particolarmente sensibile è il capitolo del Gnl del Qatar: copre circa l’11% del fabbisogno complessivo di gas italiano e quasi il 45% delle importazioni di gas naturale liquefatto. Una riduzione delle forniture nel medio periodo, a fronte di criticità sulle rotte o di un aumento della competizione internazionale sulle navi metaniere, potrebbe alimentare tensioni sui prezzi e riaprire un ciclo inflattivo, con riflessi su investimenti e competitività industriale.
Per questo, secondo quanto riportato, la presidente del Consiglio ha richiesto aggiornamenti continui agli amministratori delegati di Eni e Snam, incaricandoli di predisporre scenari di rischio nel breve e nel medio periodo. L’obiettivo è disporre di simulazioni aggiornate su impatti e contromisure, incluse eventuali alternative di approvvigionamento e una valutazione della resilienza delle infrastrutture.
Nel frattempo, dal Golfo arrivano richieste per il sistema di difesa aerea Samp-T: si sono fatti avanti gli Emirati Arabi Uniti, oltre a Kuwait e allo stesso Qatar. La decisione italiana è attesa a breve e si colloca in un equilibrio complesso, che coinvolge valutazioni operative, priorità di sicurezza e interessi strategici legati alla stabilità dell’area e alla protezione dei corridoi energetici.