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Lorena uccisa dall’ex, la madre di lei rompe il silenzio: parole strazianti

L’autopsia e gli accertamenti sui cellulari

Lunedi prossimo sarà disposta l’autopsia che dovrà stabilire se la donna sia deceduta prima o dopo l’impatto al suolo. Autopsia che sarà effettuata anche sulla salma di Vella, per capire se l’uomo avesse assunto qualche sostanza stupefacente. Intanto, in base a quanto finora ricostruito, sembra che Vella avrebbe pianificato in ogni dettaglio l’aggressione. Nella vettura sono state rinvenute fascette elettriche, che sarebbero state utilizzate per legare i polsi alla donna, e del nastro adesivo. Vella, secondo quanto ricostruito, avrebbe teso un agguato alla vittima nel garage di cui la donna aveva la disponibilità, nei pressi di via Panciatichi, alla periferia di Firenze.

L’agguato e le telefonate della vittima

Dopo aver coperto con lo scotch le cellule fotoelettriche per evitare che le porte si chiudessero, ha atteso la donna. Poi l’ha aggredita e caricata nel bagagliaio dell’auto di Lorena ed è partito. Nel bagagliaio l’uomo ha riposto anche la borsa della ex che cosi è riuscita, col suo telefono, è stato oggi ricostruito, a contattare il 112 per chiedere aiuto: una telefonata durata una ventina di minuti con la centrale operativa del numero di emergenza. Proprio dalla registrazione della chiamata si sentirebbe, prima che la chiamata si interrompa, l’uomo che dice: «Cosa stai facendo?». La donna potrebbe aver tentato di contattare anche un amico e la madre.

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