
Nel tragico elenco delle vittime italiane dell’incendio di Crans-Montana, in Svizzera, compaiono anche le sorelle Alicia e Diana Gunst, di 15 e 14 anni. Le due adolescenti, con doppia cittadinanza italo-svizzera grazie alle origini del nonno italiano, sono le vittime italiane più giovani del rogo divampato nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation, dove stavano festeggiando l’arrivo del 2026. Le ragazze si trovavano nella nota località turistica del Canton Vallese insieme a un gruppo di amici, in quella che avrebbe dovuto essere una serata di celebrazione e leggerezza. La festa di fine anno, organizzata in uno dei punti di ritrovo più frequentati del centro di Crans-Montana, si è trasformata in pochi istanti in una tragedia di proporzioni enormi, con un bilancio definitivo di 40 giovani morti e oltre cento feriti.
L’identificazione dei corpi di Alicia e Diana è stata particolarmente complessa. Le condizioni in cui sono state rinvenute le vittime all’interno del locale, dopo lo spegnimento dell’incendio, hanno reso necessario un lungo e approfondito esame del profilo genetico. Solo attraverso analisi di laboratorio e confronti tra i campioni biologici è stato possibile dare un nome ai resti recuperati tra le macerie, consentendo ai familiari di avere una conferma ufficiale. La doppia nazionalità delle sorelle è stata ricordata dal rabbino di Ginevra, Menachem Mendel Pevzner, che ha spiegato come la famiglia fosse da anni radicata in Svizzera, pur mantenendo un forte legame con l’Italia. Il decesso delle due adolescenti si aggiunge così al già grave bilancio delle vittime italiane e colpisce con particolare durezza l’opinione pubblica, proprio per la giovane età delle ragazze.
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La comunità ebraica di Losanna e gli appelli disperati
Le sorelle Gunst facevano parte della comunità ebraica di Losanna, che si è immediatamente mobilitata dopo la notizia dell’incendio. Nelle ore successive al rogo, la comunità si è stretta intorno ai genitori e ai parenti, diffondendo messaggi di solidarietà, preghiera e vicinanza. «È con grande dolore che annunciamo la morte di Alicia e Diana, tragicamente perite nell’incendio», ha dichiarato la comunità ebraica della città, confermando pubblicamente quanto ormai temuto da giorni.
Prima della conferma ufficiale, i familiari avevano diffuso appelli urgenti attraverso i social network e i canali di comunicazione della comunità, chiedendo notizie delle ragazze. Le foto di Alicia e Diana, in particolare un’immagine che le ritrae una accanto all’altra in abiti da festa, sono state condivise centinaia di volte online, nel tentativo di rintracciarle tra gli ospedali e i centri di accoglienza predisposti per i sopravvissuti.
La conferma ufficiale e il cordoglio internazionale
Le famiglie, nel frattempo, avevano contattato uno a uno i principali ospedali della regione, le forze dell’ordine e le autorità locali, cercando di capire se le adolescenti fossero tra i feriti ricoverati in condizioni gravi o tra le persone temporaneamente disperse. Per molti parenti e amici, la speranza è rimasta accesa fino alla comunicazione definitiva dell’identità delle vittime, giunta solo dopo i riscontri del laboratorio.
La conferma della morte delle due sorelle è arrivata in più fasi. In un primo momento, le autorità elvetiche hanno informato i genitori dell’esito degli esami genetici condotti sui resti recuperati nel locale. Successivamente, la notizia è stata comunicata ai rappresentanti della comunità ebraica e, infine, resa pubblica attraverso una nota diffusa dai funzionari locali. Con questa comunicazione, si è concluso il periodo di forte incertezza che aveva accompagnato le ore e i giorni immediatamente successivi al rogo.
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