Il ritrovamento degli effetti personali del giornalista
La perquisizione nell’alloggio di fortuna occupato dal 26enne avrebbe portato al recupero di alcuni oggetti di proprietà di Luigi Esposito. Tra questi vi sarebbero il telefono cellulare del giornalista e la sua carta di credito, che, secondo le informazioni disponibili, non sarebbe stata utilizzata per effettuare pagamenti.
Il ritrovamento degli effetti personali è un altro elemento inserito nel fascicolo dell’indagine. Gli accertamenti della polizia scientifica e le verifiche sui dispositivi elettronici potranno offrire ulteriori indicazioni sui contatti, sugli spostamenti e sulle ultime ore della vittima.
All’interno dell’auto e nelle aree interessate dai rilievi sarebbero stati trovati anche numerosi preservativi e confezioni di olio per massaggi. Per gli inquirenti, questi elementi sarebbero coerenti con l’ipotesi di un incontro intimo nelle campagne di Eboli, pur restando necessaria la completa valutazione degli atti investigativi.

La vita privata di Luigi Esposito al centro degli accertamenti
Nell’ambito della ricostruzione, i carabinieri hanno ascoltato persone vicine a Luca Esposito. Un amico intimo della vittima avrebbe riferito di un’omosessualità mai resa pubblica e di un matrimonio che, secondo tale testimonianza, avrebbe avuto anche la funzione di tutelare la sua sfera privata.
Questi aspetti vengono valutati esclusivamente nella misura in cui possano aiutare a comprendere i rapporti personali della vittima e il contesto dell’incontro. L’indagine punta a ricostruire fatti verificabili, senza trarre conclusioni che non trovino conferma negli atti e nelle testimonianze raccolte.
Chi è l’indagato e il precedente provvedimento di espulsione
Ridha Rahmouni, nato nel maggio 2000, sarebbe arrivato a Lampedusa circa tre anni fa. Il suo nome risulterebbe associato a diversi fotosegnalamenti, tra cui quelli effettuati nell’agosto 2023 e nell’ottobre successivo dalla Questura di Savona.
Dopo una richiesta di permesso di soggiorno presentata a Salerno, la procedura avrebbe ricevuto un parere negativo nel dicembre 2024. Da quel momento il 26enne sarebbe risultato irregolare sul territorio nazionale e destinatario di un decreto di espulsione che non sarebbe stato eseguito.
Secondo la ricostruzione disponibile, Rahmouni avrebbe utilizzato anche l’identità di Amed Jamal e trovato riparo in un casolare abbandonato ad Altavilla Silentina, a circa venti chilometri da Eboli. L’edificio sarebbe stato condiviso con altre persone prive di documenti.
Durante l’intervento dei carabinieri, l’indagato avrebbe tentato di opporsi barricandosi nella struttura, prima di arrendersi. Ora sarà il percorso giudiziario a definire le responsabilità individuali: la vicenda resta al centro di accertamenti ancora in corso e ogni contestazione dovrà essere valutata nelle sedi competenti.