
Il mondo del calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Claudio Capogna, conosciuto da tutti come “Il Messicano”. L’ex calciatore si è spento martedì 21 aprile a Cisterna di Latina all’età di 75 anni, lasciando un ricordo profondo tra compagni di squadra, tifosi e appassionati.
La notizia si è diffusa rapidamente nelle ultime ore, suscitando cordoglio soprattutto nei contesti locali dove Capogna aveva costruito gran parte della sua carriera e della sua identità sportiva. Un soprannome, il suo, diventato negli anni sinonimo di grinta e riconoscibilità sui campi.

Dalle giovanili della Lazio alla carriera tra Serie B e C
Il percorso calcistico di Capogna era iniziato nelle giovanili della Lazio, una delle realtà più importanti del panorama nazionale. Da lì aveva intrapreso una carriera professionistica che lo aveva portato a giocare anche in Serie B, per poi consolidarsi soprattutto nelle categorie inferiori.
Nel corso degli anni aveva infatti collezionato oltre duecento presenze tra Serie C1 e Serie C2, diventando un punto di riferimento per le squadre in cui aveva militato. Un percorso fatto di continuità e presenza sul campo, che lo aveva reso una figura rispettata negli ambienti calcistici.
L’ultima stagione a Latina e il legame con la città
La carriera di Capogna si era conclusa nella stagione 1981/82 con il Latina Calcio, squadra con cui aveva chiuso il suo percorso agonistico. Proprio a Latina aveva lasciato un segno particolare, sia dal punto di vista sportivo che umano.
In quella stagione era stato compagno di squadra di Damiano Coletta, all’epoca calciatore e poi diventato sindaco della città. Coletta ha voluto ricordarlo pubblicamente con un messaggio semplice ma significativo: “Ciao Messicano. È stato un piacere giocare con te”.
Un ricordo che testimonia il legame diretto costruito negli anni e il rispetto rimasto nel tempo.
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