L’impegno associativo e il supporto alle persone con Parkinson
Parallelamente allo sport, Italo Lazzaretti scelse di dare un significato pubblico alla propria esperienza con la malattia. Fu socio fondatore ed ex presidente della sezione di Reggio Emilia dell’Associazione Parkinson, realtà che nel tempo è diventata un riferimento per pazienti e familiari sul territorio.
Il suo contributo è passato anche attraverso la scrittura. Tra le pubblicazioni autobiografiche sono stati ricordati i volumi Il mio Parkinson e Riflettendo Zibaldone, testi nei quali aveva raccontato aspetti pratici e umani della convivenza con la patologia, descrivendo difficoltà, adattamenti e strategie per non isolarsi.
Secondo quanto riportato, uno degli obiettivi del suo impegno era incoraggiare chi affronta malattie invalidanti a non abbandonare del tutto l’attività motoria e la dimensione relazionale, e a cercare supporto nelle strutture associative. In questa prospettiva, la sua figura veniva spesso citata come esempio di continuità, grazie alla partecipazione a iniziative e al dialogo con altre persone nella stessa condizione.
Nel suo percorso rientrava anche il riferimento alle competizioni per atleti con disabilità, indicate come un ambito nel quale era possibile continuare a vivere lo sport con regole, obiettivi e contesti dedicati, compatibilmente con lo stato di salute e con l’assistenza necessaria.
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Le parole dal blog e il racconto della quotidianità
Negli anni, Lazzaretti aveva affidato alcune riflessioni al blog Atletica e Parkinson, uno spazio nel quale alternava ricordi sportivi e considerazioni sulla gestione della malattia. In uno scritto del 2007, riportato da chi lo ha ricordato in queste ore, descriveva il modo in cui rispondeva agli amici che gli chiedevano come stesse.
La risposta, semplice e misurata, era: “così così”. In quel passaggio spiegava di essere consapevole che avrebbero potuto esserci momenti più difficili, ma di dare valore al presente e alla possibilità di svolgere ancora le attività quotidiane che gli erano care.
Negli ultimi tempi, secondo quanto emerso dai racconti dei familiari, i problemi motori erano diventati più marcati. Nonostante questo, la sua partecipazione alla vita di relazione e l’interesse per lo sport sono rimasti elementi centrali del suo percorso, insieme alla volontà di mantenere una prospettiva concreta e orientata alla continuità.
La scomparsa di Italo Lazzaretti lascia un segno nello sport reggiano e tra le persone che hanno condiviso con lui allenamenti, trasferte e iniziative associative. Il suo nome resta legato a una lunga carriera nell’atletica leggera e a un impegno costante nel raccontare e affrontare il morbo di Parkinson senza sottrarsi al confronto pubblico con le difficoltà.