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Lutto per tutta l’Italia, le parole tristissime di Mattarella

Dopo le gare, il legame con lo sport e Torino

Dopo aver concluso l’attività agonistica, Berruti non si allontanò dal mondo dello sport. Rimase legato anche al settore della comunicazione, nel quale lavorò negli anni successivi, portando con sé l’esperienza maturata in pista e la notorietà costruita durante la carriera.

Il rapporto con Torino, sua città natale, rimase costante. Nel 2006 fu scelto fra gli otto italiani incaricati di portare la bandiera olimpica durante la cerimonia di chiusura dei Giochi invernali ospitati dal capoluogo piemontese. Un momento dal forte valore simbolico, che riportò Berruti al centro della scena olimpica.

Quella presenza univa idealmente due eventi molto distanti nel tempo: l’Olimpiade estiva di Roma 1960, nella quale aveva conquistato la medaglia più importante della sua carriera, e i Giochi invernali di Torino, celebrati nella città che aveva rappresentato per tutta la vita.

Il cordoglio delle istituzioni: Mattarella e il Coni

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, esprimendo il proprio cordoglio, ha definito Berruti una «figura altamente rappresentativa dello sport italiano». Una dichiarazione che richiama il valore assunto dall’atleta torinese nella storia nazionale, dentro e fuori dagli stadi.

Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha parlato di «un’altra icona del nostro mondo sportivo», soffermandosi sul titolo ottenuto ai Giochi di Roma del 1960: «Berruti è stato un campione inarrivabile, le cui gesta resteranno nella storia del nostro sport».

In segno di lutto, Buonfiglio ha disposto le bandiere a mezz’asta nella sede del Coni al Foro Italico. Ha inoltre invitato le federazioni, le discipline sportive associate e gli enti di promozione a osservare un minuto di silenzio nel corso delle competizioni in programma nei prossimi giorni.

Anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricordato l’ex velocista, definendolo «un mito per quelli della mia generazione». Tajani ha richiamato il valore del successo nei 200 metri a Roma, quando Berruti divenne il primo europeo a conquistare il titolo olimpico della specialità.

Nel suo messaggio, il ministro ha rivolto le condoglianze alla moglie Silvia e ai familiari. Le reazioni delle autorità confermano l’ampiezza dell’eredità lasciata da Berruti, figura capace di attraversare decenni di storia sportiva italiana mantenendo intatto il riconoscimento del pubblico e delle istituzioni.

Jacobs e Mei: il ricordo dell’atletica italiana

Particolarmente sentito è stato il messaggio di Marcell Jacobs, uno dei principali interpreti dello sprint italiano contemporaneo. Il campione olimpico ha indicato Berruti come un riferimento per i velocisti, richiamando soprattutto l’eleganza e la leggerezza della sua azione in pista.

«La leggerezza di Berruti è un modello per noi velocisti», ha detto Jacobs, ricordando anche la caratteristica falcata che aveva fatto guadagnare al campione olimpico il soprannome di “angelo”. Il velocista ha inoltre ricordato le parole ricevute da Berruti dopo il successo olimpico ottenuto a Tokyo.

In vista del prossimo impegno internazionale, Jacobs ha annunciato: «Correrò per lui, a Birmingham». Il riferimento è agli Europei, manifestazione nella quale la Nazionale italiana sarà chiamata a raccogliere anche il ricordo di una delle figure più importanti della propria tradizione sportiva.

Il presidente della Fidal Stefano Mei ha definito la morte di Berruti la perdita di «un pezzo della storia più bella e più emozionante dell’atletica italiana». Mei ha ricordato anche il rapporto personale, segnato da amicizia e rispetto, che lo legava all’ex campione torinese.

Per il presidente federale, l’oro di Roma 1960 continua a rappresentare un passaggio fondamentale. Quel successo, ha sottolineato, mostrò che un atleta italiano poteva raggiungere il vertice dello sprint mondiale, aprendo una prospettiva nuova per l’intero movimento nazionale.

«È stato un modello per generazioni di giovani. Ha saputo rappresentare al meglio l’Italia e l’atletica, dentro e fuori dalla pista», ha aggiunto Mei. In occasione degli Europei di Birmingham, la Fidal ha chiesto alla European Athletics di consentire agli azzurri di gareggiare con un segno di lutto sulla maglia nella prima giornata di competizioni.

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