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Madre e figlia avvelenate, arriva la decisione del padre: il colpo di scena

Giallo a Pietracatella: caccia al movente e al veleno

L’ipotesi che prende sempre più corpo è quella di un avvelenamento deliberato. Come riporta Leggo, le analisi preliminari del Centro antiveleni di Pavia hanno confermato la presenza di ricina nel sangue delle vittime: Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia Sara Di Ielsi, appena 15. Un veleno potentissimo, difficile da reperire e ancora più difficile da individuare, che trasforma radicalmente il quadro investigativo.

Il fascicolo della Procura resta aperto per duplice omicidio contro ignoti, ma la pressione sugli unici sopravvissuti cresce. Gli interrogatori hanno già coinvolto circa trenta persone tra parenti e conoscenti, nel tentativo di ricostruire una rete di relazioni, moventi e possibili accessi alla sostanza tossica.

Tre le domande chiave che guidano gli investigatori: chi ha procurato la ricina, dove è stata acquistata e perché. Un movente che, al momento, resta avvolto nel mistero, mentre ogni dettaglio – anche il più apparentemente insignificante – viene passato al setaccio. La risposta potrebbe nascondersi proprio in quella cena che nessuno sembra riuscire a ricordare fino in fondo.

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