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Madre e figlia intossicate, la scoperta: cosa salta fuori

Abitazione e intervento delle forze dell'ordine in provincia di Campobasso

Le cartelle cliniche di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia quindicenne Sara Di Vita, decedute in seguito a una grave intossicazione alimentare avvenuta in provincia di Campobasso, sono ancora oggetto di un’analisi approfondita da parte degli esperti. Al momento, le verifiche hanno permesso di scartare due delle ipotesi inizialmente prese in considerazione: non si tratterebbe né di consumo di funghi velenosi né di veleno per topi. Come sono morte madre e figlia?

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Carabinieri all

Tragedia al pranzo della Vigilia: madre e figlia morte intossicate

L’episodio risale al pranzo della Vigilia di Natale, quando la famiglia si è riunita in casa per le tradizionali festività. Dopo poche ore dal pasto, alcuni membri del nucleo familiare hanno iniziato a manifestare sintomi riconducibili a una possibile intossicazione, con un rapido peggioramento delle condizioni di madre e figlia, poi decedute nonostante i tentativi di cura in ospedale.

Parallelamente all’esame clinico, gli inquirenti della squadra mobile stanno svolgendo un lavoro di ricostruzione dettagliata degli eventi. L’obiettivo è delineare in modo chiaro la sequenza temporale, verificare le condizioni di salute pregresse delle vittime e individuare eventuali fattori che possano aver inciso sull’esito della tragedia familiare. Ogni elemento utile viene valutato per chiarire se vi siano state concause o ritardi nei soccorsi. Le verifiche si stanno concentrando soprattutto sugli alimenti consumati in occasione della Vigilia. Gli stessi cibi sono stati ingeriti anche da Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, che è stato a sua volta colpito da una severa forma di intossicazione ed è ora ricoverato allo Spallanzani di Roma. La seconda figlia della coppia, di 18 anni, è stata anch’essa accompagnata in ospedale per controlli, ma le sue condizioni sono apparse meno gravi e la giovane è stata dimessa nel corso del fine settimana.

Ritratto di Antonella Di Ielsi, madre deceduta per intossicazione

Analisi sugli alimenti e ruolo dei centri specializzati

Per circoscrivere con precisione l’origine dell’intossicazione alimentare, gli investigatori hanno disposto il sequestro di tutti gli alimenti rinvenuti all’interno dell’abitazione. Nel provvedimento rientrano i piatti serviti durante il cenone della Vigilia, tra cui pesce, frutti di mare e altre portate tipiche del periodo natalizio, oltre a eventuali avanzi conservati in frigorifero o in dispensa. Le autorità intendono verificare se la sostanza responsabile dell’avvelenamento sia riconducibile esclusivamente al pasto natalizio oppure a cibi consumati nei giorni precedenti. Questa distinzione è ritenuta fondamentale per stabilire con esattezza il momento dell’esposizione alla sostanza tossica e per comprendere la dinamica clinica che ha condotto al decesso di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

Secondo quanto emerso, in casa erano presenti circa dieci persone al momento del pranzo. Soltanto tre membri del nucleo familiare principale hanno però sviluppato sintomi gravi, circostanza che spinge gli esperti in tossicologia a considerare anche scenari differenti da una semplice contaminazione uniforme di tutte le pietanze servite a tavola. Si sta valutando, ad esempio, se solo alcune porzioni possano essere state interessate o se la sostanza sia stata assunta anche in un momento diverso dal pasto collettivo. Le analisi di laboratorio sui cibi sospetti sono state affidate al Centro Anti Veleni competente, che sta eseguendo test mirati per individuare eventuali tossine naturali, residui chimici, batteri o altre sostanze potenzialmente letali. In parallelo, gli esiti delle autopsie sul corpo di madre e figlia sono stati trasmessi al medico legale, che sta lavorando per collegare i rilievi istologici e tossicologici con i dati clinici raccolti nei giorni del ricovero.

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